[08/04/2006 @ 03:36]   [politics]

LA VITA E' FATTA DI PRIORITA'

 

Ventnoir per La Rosa Nel Pugno

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[05/02/2006 @ 14:03]   [politics]

 

LIBERTA' DI ESPRESSIONE

 

 

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[06/10/2005 @ 17:22]   [politics, lucifer s garden]

CHE DIO LI FULMINI SE PAGANO L'I.C.I. ...

Vorrei cercare di essere apolitico, e far rimbalzare su questo misero blog una (ennesima) notizia che dovrebbe essere motivo di sdegno popolare. E visto che sono un tantino irritato per dare un mio quieto e calmo commento, riporto pari pari la dichiarazione del Presidente della ADUC (Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori) che riflette in pieno i miei pensieri riguardo l'ennesima baciata di culo dei governanti agli esponenti del clero cattolico (cosa non si farebbe per qualche parola buona in più nelle parrocchie appena prima delle elezioni...).

"Il ddl sulle infrastrutture ha stabilito di abolire l'Ici sugli immobili della Chiesa romana anche quando questi siano adibiti a uso commerciale. Intanto la commissione Bilancio ha dato parere negativo ad un emendamento del sen. Lucio Malan (Forza Italia) che cercava di far sembrare piu' democratica questa decisione estendendo il privilegio a tutte le confessioni il cui culto e' riconosciuto dallo Stato.
Che nel nostro Paese ci fosse una "questione vaticana" non e' una novita', e che questa questione sia nei termini di una sorta di "religione di Stato", ci sembra confermata da questa decisione.
Nonostante fior fiore di articoli della Costituzione e di leggi, esiste una religione di serie A e quelle di serie B. Cosi' come, nell'attivita' imprenditoriale/commerciale, esiste un modo di esserlo giocando serie A e un modo in serie B. Nella serie A annoveriamo la Chiesa romana, nella serie B tutte le altre religioni e tutti gli altri imprenditori e commercianti.
Ma non basta, perche' nella serie B c'e' anche da annoverare tutti gli onesti cittadini che pagano la gabella Ici ai loro Comuni, per il solo fatto di possedere una casa in cui ci abitano. Siamo attoniti e senza parole. Dopo l'invenzione dell'otto per mille alle confessioni religiose ("obolo" obbligatorio anche per chi non vorrebbe darlo ad alcuna fede, e se lo da' allo Stato, circa meta' di questi soldi finisce poi comunque alla Chiesa romana), il ddl sulle infrastrutture si colloca benissimo nel medesimo filone, con l'aggravante di dare un calcio nel fondoschiena a tutti gli altri culti che, nel caso dell'otto per mille, si erano accodati al loro turno davanti alla mungitrice dello Stato.
Per chi ha ancora una capacita' di ragionamento serena, senza pregiudizi e di disponibilita', intravedere in questo un grande stimolo all'evasione di questa gabella, e' il minimo che si possa pensare.
Vincenzo Donvito, presidente Aduc"

Amen

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[06/05/2005 @ 21:34]   [politics]

NON AL DENARO, NON A CAPEZZONE NE' AL CIELO

Mi apprestavo a riproporre su questo sito stralci dell'intervista che il segretario dei Radicali Italiani Daniele Capezzone ha rilasciato ad Affari Italiani ieri riguardo alle modalità di incasso dell'otto per mille e del suo uso, in relazione alla già in atto campagna antireferendaria. Nel farlo mi sono imbattuto nella risposta a Capezzone che nella sempre furba forma della lettera aperta è stata affidata alla penna telematica di Antonino D'Anna. A questo punto riporto anche quella, perché non solo è al contempo inquietante e sconcertante, ma perchè unita agli incredibili volantini/brochure di "Scienza & Vita" che oggi giravano all'interno dell'azienda in cui lavoro mi fanno pensare che la longa mano del clericalismo stia cercando di riappropriarsi di parte di quella società che per anni ha cercato di scacciarlo in ogni modo. Facendo magari finta di essere dei poverini maltrattati dai più nella ignobile e relativista società moderna.

Andando con ordine, questo è uno stralcio dell'intervista a Capezzone, che potete trovare qui per intero.

Sui giornali si evidenzia una netta sperequazione circa i fondi a disposizione dei due comitati...
"Ho detto cose molto chiare sul comitato a favore dell'astensione Scienza e Vita. Loro hanno fatto una prima uscita pubblica un mese fa quando nacquero come comitato di scienziati. Ma lo scienziato è solo uno ed è il professor Dalla Piccola, mentre tutti gli altri non lo sono. Comunque, in quell'occasione, acquistarono pagine di pubblicità su tutti i giornali. Io, che spesso faccio questa operazione, ho calcolato che un acquisto così massiccio vale 750.000 euro e mi sono chiesto dove avessero preso i soldi. Adesso in tutte le parrocchie viene distribuito materiale pro-astensione. Sento parlare di altri tre milioni di euro che sono pronti a gettare per questa campagna. Mi faccio una domanda...".
Quale?
"La campagna referendaria viene fatta con i soldi dell'otto per mille degli italiani? Noi sappiamo che lo Stato, con l'8 per mille, dà alla Chiesa 2.000 miliardi di vecchie lire all'anno. La cosa interessante è come viene assegnato l'otto per mille".
Ci spieghi...
"Gli italiani che mettono la crocetta a favore dell'otto per mille sono meno di un terzo. Ma la regola è costruita in modo tale che, anche se a mettere la crocetta è un terzo, il cento per cento viene ripartito in base a come hanno deciso quelli che hanno apposto la crocetta. Quindi, la Chiesa Cattolica, che ha il 80% di quel 33%, in realtà, non ha l'80% di quel 33% ma incassa l'80% di tutto il mucchio. E' questa è solo la prima questione".
 Le altre?
"Lo Stato non fa pubblicità per avere l'8 per mille per sè. Ma anche i soldi che vanno allo Stato vengono perlopiù usati per il restauro delle opere di culto. I due terzi dei fondi incassati dalla Chiesa Cattolica vengono utilizzati, legittimamente, per il finanziamento delle loro strutture. Dunque, mi chiedo da dove provengono i soldi che così massicciamente vengono spesi in questa campagna astensionista e se per caso sono anche dei cittadini italiani".
 
Questo il succo della questione sull'otto per mille. Forse condivisibile, forse no. Senz'altro opinabile. Se siete indecisi sul parere da dare, leggete la "lettera aperta" e non avrete più dubbi. Il testo integrale lo trovate qua, io riporto i 4 punti che dovrebbero far riflettere il buon Capezzone e chi è d'accordo con lui:
 
"
  1. Il sistema dell'8 per mille è stato introdotto in Italia non per un'imposizione, ma per libera scelta di un governo socialista che si è accordato con la delegazione vaticana nel 1984. Mi pare anche che a quei tempi uno di loro parlò di 'Tevere più largo', e tutti brindarono alla laicità dello Stato. Se questo non le piace, faccia quello che è possibile fare in una democrazia per cambiare quest'andazzo.
  2. La CEI è libera di spendere i suoi soldi come meglio le pare e piace, per cui quand'anche finanziasse i comitati per il No, io non ci vedrei nulla di male. I soldi sono suoi, lo decide la gente come darglieli in base ad una scelta di questa democrazia (non di un'imposizione vaticana, badi bene), per cui non c'è altro da dire.
  3. Se non le piace il sistema di riparto dell'8 per mille, lotti per cambiarlo. A me, personalmente, va benissimo così. Anche perché questo paese non può non dirsi cattolico e non deve affogare le proprie radici in nome di una laicità che è laicismo orecchiato da quello francese (e scade in momenti ridicoli come la rimozione dei crocifissi e la sostituzione di 'Gesù' con 'virtù' nelle canzoncine di Natale dei bambini).
  4. Se lo Stato non ritiene di fare pubblicità per ricevere l'8 per mille sono affari suoi e anzi, mi pare che in passato si sia servito di strutture nate all'interno della religiosità cristiana per fare beneficenza pubblica (ricorda le IPAB?). Altre confessioni o unioni religiose presenti sulla dichiarazione dei redditi non mi pare facciano pubblicità in questo senso, ma a lei tutto sommato da' noia che lo faccia la CEI. Argomento logoro, non le pare?"

Rompendo il fioretto fatto mesi orsono riguardo al fatto che non avrei più parlato di politica, mi permetto di dire due cosette sui punti in questione. Che per correttezza ho riportato più o meno tali e quali anche su AI stesso.

1. Devo arguire dall'argomentazione, che in questo paese una "libera scelta di un governo socialista" non è opinabile e gode di aura sacrale eterna. E mi par di ricordare - l'età non mi aiuta, i giornali e i libri di storia sì - che il governo guidato da un socialista non potesse certo ignorare la presenza dei democristiani nel pentapartito di maggioranza. Che significa dunque quel "socialista"? Che ogni loro atto va giudicato di per sè inattaccabilmente laico?

2. La CEI è senz'altro liberissima di spendere i soldi come meglio crede. E se lo facesse per la battaglia in favore del NO non aprirei bocca e mi limiterei, io come qualunque altro "supporter" della questione referendaria, a discutere del merito della questione. Peccato che invece i soldi vengano utilizzati per istigare a disertare le istituzioni democratiche dello Stato Italiano e questo mi fa incazzare - mi scusino il termine coloro che di solito leggono parole dolci sulle lettere aperte. Perché che in Italia l'educazione civica sia ormai a livelli di depressione (fisica) è fuor di dubbio. Che la si debba incitare è vergognoso, da parte della CEI e da parte di qualsiasi politico che propugni l'astensionismo. Che guarda caso fu inauguarato "politicamente" proprio da chi era a capo del "tanto caro" governo socialista di cui sopra ("Tutti al mare, tutti al mareeee...."). Pensa che caso.

3. Prendiamo atto, noi fedeli e devoti lettori, che il sito ha preso il nome di "Affari di D'Anna" e non più "Affari Italiani". Io in modo speciale, visto che devo aggiornare il link qua a fianco. Però diciamoci la verità: argomentare un dibattito con un "non sono d'accordo perchè a me va benissimo così com'è", è cosa che difficilmente avrei accettato alle autogestioni del liceo, figuriamoci leggerle sulle testate giornalistiche... E sul fatto che il paese non possa dirsi cattolico, ci sono leggi - scritte e non - che dimostrano il contrario nonostante la costituzione. A breve ed umile titolo di esempio bastino i circa 150 milioni di € che lo Stato italiano ha versato negli ultimi due anni (e l'8 per mille non c'entra) a favore della Santa Sede, che mi risulta essere l'indipendente Stato di Citta del Vaticano. Non sono certo che un paese non cattolico avrebbe elargito così tanti dei nostri soldi alle strutture di uno stato terzo o ad esse correlate.

4. Idem come sopra. Con postilla: cosa fa lo Stato sono affari suoi? Veramente quelli sì, proprio quelli dello Stato italiano sarebbero "affari italiani". E quindi miei e di tutti. Se si potrà ancora opinare, però.

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[03/04/2005 @ 16:08]   [politics, random thoughts, lucifer s garden]

VALIDO POLITICO?

Nel commento al mio post precedente TQM mi scrive: " Io sono orgogliosamente non cattolica. Eppure sai benissimo che la foto del papa con il vestito alzato dal colpo di vento a NY è stata sopra LA TUA per 3 anni in camera mia. Peraltro sotto quella di MacGyver (e non dico altro). Era un uomo politico e uno di quelli validi. E questo, per me, conta. Poi, logico, non piango. Però non mi pento di testimoniare il fatto che abbia contato."

Rispondo qua, visto che la risposta richiede una articolazione maggiore a quella di un misero commento:

TQM, è pura retorica e lo sai. Tu sei una delle poche persone che conosco che ha, ed ha letto, il barbaro e controriformista Catechismo da Giovanni Paolo II  vidimato, sottoscritto e divulgato: e il catechismo non è "Piccole donne", non è un libro che si tiene sul comodino da leggersi quando si ha voglia. Contiene quanto un cattolico dovrebbe seguire finché è in vita (perché, cito, espone "una esposizione organica di tutta la fede cattolica"), ed a ben leggere (la parte terza in particolare) è quanto di più lontano dal pensiero di chiunque oggigiorno si dichiari cattolico. Però tutto questo, chissà perchè, viene ignorato dalla maggior parte degli stessi cattolici (95%). Hai ragione tu: è un politico. Cosa dovrebbe farmi pensare che è stato un *buon* politico? I bagni di folla? Le sue visite in giro per il mondo? Oppure i suoi concetti riguardo le questioni demografiche, il ruolo agghiacciante delle donne nella società moderna, l'esclusione alla vita religiosa (e quindi dalla morale) di chi non pratica la castità extramatrimoniale, il suo non spendere una sola parola per gli scandali innumerevoli dei preti pedofili in ogni angolo del mondo, per non parlare poi della beatificazione da lui fortemente voluta di personaggi come Josemaria Escrivà, fondatore dell'Opus Dei lucratore ai limiti della Simonia e rigidissimo sostenitore di una Chiesa a dir poco medievale. Ecco, ciò che mi sorprende in mezzo a tutto questo religioso rispetto (non quello comune per una persona che muore) è la vera e propria venerazione di un uomo da questi ritenuto un innovatore, quasi un rivoluzionario, quando non lo è stato affatto. Mutatis mutandis, lo è stato molto di più Giovanni XXIII. Però, come dici tu giustamente, è stato un ottimo politico, che ha saputo sfruttare la globalizzazione mediatica in maniera decisamente azzeccata. Per dirla con le parole di Hans Küng, teologo perito di Giovanni XXIII per il Concilio Vaticano II, "questo Papa è una star della comunicazione, il suo influsso mediatico è più importante dei contenuti: così raccoglie intorno a sè solo i giovani che hanno meno capacità critica" (vedasi il link se si è curiosi di sapere, secondo il teologo, tutti i fallimenti del papato di GP II). Sta qua la sua validità di uomo politico? Sta nel riuscire ad attirare a sè migliaia e migliaia e migliaia di persone? Allora devo pensare che Fidel Castro, o altri accentratori di masse, sia valido? Non penso proprio. Se la validità politica si dovesse giudicare dal consenso, allora temo che dovremmo giudicare in positivo alcuni tra i più grandi tiranni della storia, che per loro sfortuna non hanno avuto la possibilità di sedersi su uno scranno papale e di meritarsi, così, il rispetto eterno.

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[11/03/2005 @ 18:22]   [politics]

Politica adieu.

Da oggi una categoria va in pensione. E' durata poco, ha incluso due post, ma va in pensione. E' la categoria "Politics".
Dopo aver scritto stanotte un feroce post nei confronti della cara Sgrena, rileggendolo mi sono accorto che tante sono le cose da dire e tante sono quelle da scrivere che se un giorno ne vorrò parlare aprirò un blog di sola politica. Così l'ho cancellato.
Preferisco che qua venga scritto di tutte le altre mie passioni - il cibo, la nutrizione, la musica, l'amor cortese e quello dei vicoli bui, la storia di uomini, imperi e religioni, la carta et cetera.
Peccato, perchè sin dai tempi del liceo seguivo l'argomento della politica con sincera passione. Ma alla fine rischierei di scrivere soltanto di quella e basta, offuscando tutto il resto.
Lascio soltanto il rimando ad un blog olandese (Zacht Ei - in inglese) che riporta le dichiarazioni di un giornalista (di sinistra, prima che qualcuno mi accusi di stare da chissà qual parte) il quale racconta della superbia dell'improvvida Sgrena, la quale è riuscita in un record difficilmente raggiungibile: sostituire Berlusconi nella poco invidiata classifica degli Italiani più ridicolizzati all'estero.

Con la promessa che a breve farò un nuovo post per far cadere nel definitivo oblìo l'argomento.

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[07/03/2005 @ 18:42]   [politics, random thoughts]

Spizzichi e Bocconi

Eugenio Scalfari è il fondatore e storico ex-direttore de "La Repubblica", quotidiano da sempre apertamente e orgogliosamente schierato dalla parte del centro-sinistra e fiero avversario del governo Berlusconi. Scalfari ci fa sapere dalle colonne dello stesso giornale (lo leggo dal "Corriere della Sera" di oggi) che la Sgrena, giornalista italiana rapita e rilasciata in Iraq, ritenendo che la sua appartenenza politica e ideologica le avrebbe conferito una sorta di immunità sul suolo iracheno, ha peccato di "deficit professionale".
Meno male: l'avesse scritto - per esempio - Vittorio Feltri su "Libero"  o Maurizio Belpietro su "Il Giornale" a quest'ora orde di columnist della sempre democratica e di larghe vedute sinistra radicale avrebbero imbracciato l'artiglieria e sparato a zero sui soliti arroganti fascisti.
Meno male.

*****

Si apprende sia dai quotidiani che da internet che per la prima volta nella storia calcistica un gruppo di gay e lesbiche, lo "Stuttgarter Junxx", ha deciso di costituire un fan club di una squadra di calcio - lo Stoccarda, appunto. Non so per le lesbiche, ma per quanto riguarda i gay mi permetto di dissentire: da quasi 20 anni, chi ama prenderlo nel culo è affezionato sostenitore del F.C. Internazionale.

*****

Questa settimana vi omaggio di altri tre pezzi a loro modo molto diversi e a loro modo bellissimi, ivi incluso quello che mi ha fatto "innamorare" dei VNV Nation.

if you're frightened of dying and you're holding on you'll see devils tearing your life away but if you've made your peace then the devils are really angels freeing you from the earth

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[27/02/2005 @ 03:56]   [politics, science, lucifer s garden]

Ti ricordi com'eri giovane quand'eri un embrione?

In tempi di dibattiti pre-referendari sulla fecondazione artificiale, su Culturacattolica.it appare un lirico quanto spassoso capolavoro dal titolo "Ti piacerebbe essere nato così? Lettera di un nato in vitro all'amico". Per brevità non lo riporto qua ma invito all'attenta lettura sulla pagina linkata.

Al di là del fatto che ogni commento sia del tutto inutile (al massimo mi sorge un ringraziamento per aver dato foraggio alla causa opposta), mi verrebbe da chiedere all'autrice - che con ogni probabilità mai in vita sua ha avuto il piacere di ricevere carnalmente un atto di amore e che pertanto non ha la benché minima idea del presunto sacramento di cui sta blaterando né titoli per farlo - se per cortesia mi fa avere anche le memorie di:

- un amichetto nato da uno (amorevole ed indubbiamente emozionante) stupro;
- un amichetto nato da una (amorevole ed indubbiamente emozionante!) fallimentare applicazione di una contraccezione naturale;
- un amichetto nato da una (amorevole ed indubbiamente emozionante?) rantolante scopata della durata massima di 1,5 minuti (preliminari e sborrata inclusi).

Rimango in religiosa attesa. 

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