[24/06/2008 @ 11:15]   [lucifer s garden]

SAPONE E BISCOTTI

"Vedo nella tua mano destra il carcere, nella sinistra il manicomio."

Va a vestirsi da sposa la Faustina. A 70 anni va a vestirsi da sposa. Lascia tutto e se ne va. Lontano, a Pola. L'amica del cuore le ha promesso che là c'è un uomo che la attende a braccia aperte. E' felice.
Deve solo passare dall'amica per sistemare le ultime cose, ma ha già chiuso la valigia e si vede là, come una fresca ragazza davanti all'altare. Di nuovo.

"Quanto al sangue del catino, aspettai che si coagulasse, lo feci seccare al forno lo macinai e lo mescolai con farina, zucchero, cioccolato, latte e uova, oltre a un poco di margarina, impastando il tutto. Feci una grande quantità di pasticcini croccanti e li servii alle signore che venivano in visita."

Francesca i bimbi li ama davvero. Però dopo così tanto tempo, il mestiere di insegnante d'asilo le va un po' stretto. E cerca. Cerca qualcosa di diverso, qualcosa di nuovo. E quel qualcosa arriva, finalmente. Non è lontanissimo, mica si deve fare un trasloco in un altro mondo. Piacenza da Correggio non dista così tanto, e lavorare in un collegio femminile è una occasione unica. Bisogna ringraziare l'amica che quel lavoro glielo ha trovato. Bisogna ringraziarla e passare da lei a sistemare due cose prima di partire.

"Gettai i pezzi nella pentola, aggiunsi sette chilogrammi di soda caustica, che avevo comprato per fare il sapone, e rimescolai il tutto finché il corpo sezionato si sciolse in una poltiglia scura e vischiosa con la quale riempii alcuni secchi e che vuotai in un vicino pozzo nero."

Provate voi a vivere su un palcoscenico per anni e poi sentire la vostra voce che si affievolisce, non regge più. E poi ditemi come ci si sente. Male. Cosa può consolare la povera Virginia, se non qualcosa che la faccia rientrare nel giro? E a forza di sperare, il rientro - forse - arriva. C'è un impresario teatrale in quel di Firenze che la vorrebbe come collaboratrice. E poi - una donna con un passato di tale successo! - sai mai che scappi fuori una bella particina. Meno male ci sono le amiche, a quello servono. Sì perché il lavoro lo aveva trovato lei, l'amica. E allora via a renderle omaggio prima di partire.

"La sua carne era grassa e bianca, quando fu disciolta vi aggiunsi un flacone di colonia e, dopo una lunga bollitura, ne vennero fuori delle saponette cremose accettabili. Le diedi in omaggio a vicine e conoscenti. Anche i dolci furono migliori: quella donna era veramente dolce."

Leonarda Cianciulli è una donna stimata e benvoluta dalle altre donne del paese. Nel giro di un anno uccide a colpi d'ascia tre compaesane cui aveva dato nuovi sogni e nuove speranze. C'è chi dice lo abbia fatto a scopo di semplice rapina. Lei sosterrà sempre che lo avesse fatto per scacciare il malocchio inflittole dalla madre. La Saponificatrice di Correggio verrà condannata a trent'anni di reclusione.
Succedeva nella tranquilla e pacifica provincia di Reggio Emilia tra il 1939 e il 1940.

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[11/06/2008 @ 13:25]   [everyday life, lucifer s garden]

I'M GOING TO MAKE A CAKE

No, non sarei di certo uscito a prendere i fiori quella mattina. E nemmeno avrei deciso di tirar fuori farina e setaccio per fare una torta di compleanno. Che - comunque - sarebbe venuta male.
Forse, una volta alzatomi, avrei pensato all'eco del ticchettio del suo buonumore. L'eco.
Forse avrei pensato alle scapicollate corse fatte per coprire le distanze che non ci sono più. Perché non c'è più nulla da coprire. Oggi le distanze si creano, così ci si convince di avere un selciato su cui camminare.
Poco importa se la distanza porta a un motel fuori città in compagnia di qualcuno tirato su a caso oppure da qualche parte nelle sconfinate pianure del Nord.
Baudelaire ha detto (ormai lo sanno tutti, vero?):

Un homme qui ne boit que de l'eau a un secret à cacher à ses semblables
.

Ma se avesse ragione lui, saremmo tutti astemi. E invece beviamo come dannati.
Forse è davvero meglio che faccia la torta.

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[23/05/2008 @ 12:21]   [everyday life, lucifer s garden]

LA SEGRETARIA PERSONALE DI DIO

"Pensi che ci sarà una vita migliore?"
Vuoi dirle di no? Mentire anche quando sei certo che potrebbe tranquillamente essere il contrario a volte può essere utile.
"Pensi che ci sarà una vita migliore?"
E ti ricordi del venditore di lunari.
"Certo che ci sarà, non potrà essere diversamente".

"E il vento trasporta memorie" - diceva il cantante - "sconfitte vestite da grandi vittorie..."

Lei è alta e di una magrezza che la rende quasi diafana. La vita non è stata mai gentilissima con lei: sempre troppi acciacchi, sempre troppe cose - e persone -  fuori posto.
Però non si butta quasi mai giù. Anzi, se c'è bisogno una parola buona per tutti e per tutti c'è sempre. Non manca mai dove serve e se provi a chiederle di farti un favore, con la buona volontà e un sorriso radioso quel favore sarà fatto.
Però ogni tanto si ferma e pensa. Lo vedi che sta tra sé e sé. E che forse dietro quella facciata straordinariamente gentile c'è un animo che si tormenta e che cerca di emergere.

"E il vento riporta alla luce" - diceva il cantante - "certi segni sulla pelle che non cambieranno mai..."

"Perché fai tutto questo? Perché non riesci a pensare un po' anche a te stessa?"
Ti guarda e - come al solito - ti sorride.
"Sto pagando il mutuo per il mio monolocale in paradiso, con vista serafini"
"Lo sai che anche loro ti chiederanno di far loro un favore prima o poi vero?"
Ci pensa un attimo. Gli occhi - blu - si perdono un attimo nel vuoto. E' solo un attimo. Poi sorride di nuovo.
"Dici che finirò per fare la segretaria personale di Dio?"
"Non lo so, non ci sarò, sarò molto, molto più in giù, nel caso"
"Mi verrai a trovare?"
"Non mi faranno venire, ma già che sarai là con Lui, intercedi per me"
Pausa
"No, non farlo, al massimo scendi tu a trovarmi, sai dove sarò."

"Sulle deboli persone come noi" - diceva il cantante - "sulle povere persone come noi..."

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[20/05/2008 @ 15:57]   [everyday life, lucifer s garden]

FINAL DESTINATION

Destinazione finale della serata di cui al post precedente: Sottomarino Giallo, a Milano, in Via Donatello.
Ulteriori info: http://www.myspace.com/laroboterie

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[26/03/2008 @ 15:26]   [lucifer s garden]

SUSPENSION AND PULLING

Si apprendono molte cose vagando per internet.
Che si può stare appesi per le scapole con dei ganci infilati nella carne: questa tecnica si chiama la sospensione del suicida.
Che si può stare appesi in posizione orizzontale con i ganci distribuiti su tutta la superficie del corpo: in questo caso si parla del coma.
O che si può stare appesi per le ginocchia, inserendo il metallo ai lati di queste. Avrà anche questo un nome, ma io non lo so.
Si scopre che - piano piano - il primo raccapriccio che le foto procurano viene lentamente sostituito dalla curiosità di sapere lo scopo che sta dietro tutto ciò.
Si scopre, poi, che queste operazioni sono dettate dalla voglia di sfidare sè stessi da un lato e dalla voglia di imparare i limiti dello stesso dall'altra.
Affascinante.

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[29/01/2008 @ 11:14]   [everyday life, lucifer s garden]

SAMARCANDA

Come una dichiarazione d'amore. Amore eterno. "Ti aspetterò sempre, anche se tornerai tra anni."
Altro che Penelope.
L'aveva salutato più di trent'anni fa, era la fine degli anni settanta. Si dice che l'avesse incontrata durante una rissa, che fosse fuggito da lei dopo aver battuto la testa. Aveva paura di mostrarsi ai suoi occhi, forse.
"Ma resterò qua ad aspettarti, fin a quando vorrai tornare."
Nessuno sa il perché. Amici non ne aveva, gli unici a poter dire qualcosa sono i genitori. Anche loro non sanno perché l'abbia fatto, ma lui, Duncan Gibbs, decise di tornare.Forse per verificare se Lei davvero fosse ancora lì.
A nessuno è dato sapere cosa ci fosse sul volto di entrambi quando subito si videro - finalmente - di nuovo. Non si sa - a dire il vero - nemmeno sei Lei abbia un volto.
Ma l'aveva aspettato davvero.

A Montrose, da qualche parte in Scozia, un uomo si era chiuso in casa per trent'anni dopo essere stato aggredito e avere sbattuto violentemente la testa. Vissuto per tutto quel tempo nella più assoluta agorafobia, il 26 Gennaio 2008 Duncan Gibbs è uscito di casa, per non farvi più ritorno. Senza alcun motivo apparente.

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[24/01/2008 @ 12:43]   [lucifer s garden]

WHY SO SERIOUS?

La locandina - bellissima - che forse ufficialmente vedremo ancora per poco. E' il Joker sfumato del nuovo Batman "The Dark Knight", e quel Joker è il defunto Heath Ledger. Il film è finito, ma pare che la produzione si stia facendo molte remore per quel che riguarda la presenza di Joker-Ledger sulle locandine.
La sua figura che disegna la scritta "Perché così serio?" insieme a un beffardo sorriso oggi suona decisamente macabra.

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[23/01/2008 @ 09:13]   [lucifer s garden]

DIECI PICCOLE STAR

"Dieci piccoli negretti se ne andarono a mangiar, uno fece indigestione, solo nove ne restar..."

Un altro ancora. Appena una settimana dopo il precedente. Appena il tempo di un post. Sembra di assistere ad un copione malscritto in cui il tragico stillicidio di giovani star viene magnificamente interpretato con rigore pedissequo.
Il prossimo, volesse il cielo, che abbia almeno più di 30 anni.

"...solo, il povero negretto in un bosco se ne andò: ad un pino s’ impiccò e nessuno ne restò."

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Agnostico, radicale, sognatore.
Ma, soprattutto, nero e senza zucchero.

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