STILL ALIVE
Non so da cosa derivi. Non so se dalla atavica passione di mio padre, toscano di origini lombarde tornato a Milano in età adulta, il quale andava (e va) cercando origini di vecchi nomi e di vecchi edifici lùmbard, fotografando muri cadenti e cascine in disuso. Non so se sono quelle atmosfere di quando lavoravo di notte, in fabbrica, ad avermi instillato l'interesse per siffatti luoghi dall'ambiente spettrale e irreale. O forse quella suggestiva visione che mi accompagna da quasi trent'anni - sin da piccolo e ancora oggi - di quel rudere cadente (un setificio? Una cartiera?) che si affaccia sulla provinciale Arosio - Canzo appena arrivati dalle parti di Caslino d'Erba.
Fatto sta che amo i ruderi. Industriali specialmente anche se non in modo esclusivo. Stare soltanto a guardarli e a respirarne la storia. O sentirne il rumore dei tempi andati nel silenzio che li avvolge.
Poi succede che - per caso o per fortuna - m'imbatta in questo sito grondante fascino in ogni sezione. Esplorazioni e fotografie, storie e cronologie di decine di luoghi dismessi e abbandonati in Italia e in Europa. Qualcuno di questi oggi non esiste più se non in questa brillante testimonianza.
Lui, l'autore del sito, gira il mondo, fotografa, esplora, riporta e scrive. VN seduto ad una scrivania che di buono ha soltanto l'aria condizionata a due metri, guarda e legge, invidioso e ammirato. Sperando di vedere - e di leggere - ancora molto di più.