Avrei potuto chiamare questo post La migrazione del cazzeggio, ma avrebbe avuto una funerea connotazione definitiva che dopotutto non gli si addice. Però avrebbe espresso bene il concetto: un blog, ben tenuto e ben curato da qualche anno, che pian piano si spopola di post e si ritrova ad essere inutilmente aggiornato quando va bene una volta al mese. "Hai perso la vena!" mi dice qualcuno incrociandomi qua e là: no, non ne avevo granché nemmen prima.
Il motivo è tanto semplice quanto ovvio: il famigerato Facebook. Il quale, tra applicazioni, aggiornamenti istantanei dei profili, note, foto e quell'irrefrenabile voglia di farsi i fatti altrui assorbe molto del tempo che concedo al mio seppur ampio quotidiano cazzeggio.
Certo su Facebook non posso (per ora) narrare di morti funeste, psicopatici o gente alienata che hanno reso in passato così allegro e pieno di vita il blog, certo non posso conferirgli il mio skin per renderlo esteticamente come piace a me (questo mi scoccia assai) ma indubbiamente le varie possibilità di interazione tra utenti ne fanno un network godibilmente e pericolosamente incline al time consuming (wasting?).
Ma siccome il primo amore non si scorda mai, per la gioia di grandi e piccini non chiuderò bottega e cercherò di porre rimedio all'assenteismo recente. Così potrò tornare a insultare pubblicamente Povia, a ricordarvi chi è morto recentemente, a suggerivi i modi migliori per distruggervi i padiglioni auricolari e per perdere del prezioso tempo.
Al massimo c'è sempre un'altra comoda soluzione: raddoppierò il tempo del cazzeggio.
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