[28/08/2008 @ 18:01]   [everyday life]

(STUPIDE) SCHEGGE BOSTONIANE
(le cose serie verranno poi...)

#1 Ma se più di una persona oltreoceano mi dice che sembro avere un accento australiano è indice del fatto che gli australiani sono del tutto incomprensibili? Cioè, giusto per saperlo eh?

#2 Esiste qualche motivo specifico per cui un brand come Abercrombie & Fitch, che produce cose orripilanti a prezzi indecenti, attrae orde di clienti litigiosi per comprare a peso d'oro ciò che non farebbe invidia in qualità nemmeno alla Oviesse?

#3 Stop Global Warming! D'accordo, ma se ve lo dice un americano, la prossima volta ditegli se - per piacere - comincia lui spegnendo o perlomeno abbassando l'aria condizionata. Sì perché tutti vogliono il pianeta più verde e più blu, ma tutti - da quelle parti - vogliono gelare anche quando non ce ne è il minimo bisogno. Perché dover uscire con la giacca d'estate per usarla quando si entra nei locali o nei negozi è una imbecillità a dir poco mostruosa. (ok, questa tanto stupida non era)

#4                   

                

                      (non fate domande)

#5
Would you like the receipt in the bag?? (voi mortali non potete capire....)

#6 Perchè un tram sotterraneo verde ramarro viene spacciato come metropolitana?

#7 Perché son tornato qua???

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[25/08/2008 @ 21:14]   [everyday life]

QUEL CALOROSO "BEN TORNATO!"

Andiamo by numbers:

1) Il cellulare l'ho rotto il giorno numero 2 della mia permanenza bostoniana. Pazienza, d'altronde era inutile, non funzionava negli Stati Uniti (benché dovesse farlo) e un più che decente Nokia in loco m'è costato la bellezza di $30, inclusi $10 di traffico. Peccato ora sia senza un telefono (e senza i numeri che avevo sopra).

2) Bello il ponte di Brooklyn a New York, vero? Così bello che il vostro Ventnoir, che era scampato dall'essere incluso nella quasi totalità delle circa 900 foto del viaggio, decide di dire sì ad un cordiale invito per una foto collettiva. E farla con gli occhiali faceva brutto: per cui via gli occhiali e *CLICK*...
...peccato che nel frattempo gl occhiali scivolino (e vabbè), rimbalzino sul terreno (e vabbè) con l'angolatura perfetta per finire giù dal ponte. Per non turbare i vostri adorabili occhietti, eviterò di riportare gli improperi e le blasfemie susseguitesi negli istanti successivi.

Dieci giorni dopo, cioè oggi, da Salmoiraghi & Viganò, nota occhialeria milanese:
"Buongiorno posso esserle utile?"
"Direi di sì: ho spaccato gli occhiali e li dovrei rifare." (ok, ho mentito, ma il racconto di cui sopra è imbarazzante)
"Non c'è problema, glieli facciamo in qualche giorno. Tanto per saperlo: quanto le manca?"
[VN comunica la sua miopia]
"Perbacco! E come hai fatto a venire fin qua?"
"Non si preoccupi, il mio pastore tedesco sta parcheggiando in seconda fila, ora arriva"
Faccia stupita della commessa, che pensa la stia prendendo per il culo.
Cinque minuti dopo, il mio coinquilino entra dopo aver parcheggiato.
"Le presento il mio pastore tedesco"
La commessa ride, sollevata.
Io meno dopo aver visto il conto finale.

3) VN - e il pastore tedesco di cui sopra - entra in casa con due valigie, uno zaino, il pc dopo quelle 27 ore dal primo check in (non fate domande) così stravolto da voler solo un letto e nulla più. Posate le valigie, il Vostro entra in cucina per aprire la finestra, ma non ci arriva: è interrotto da un lago e dal rumore della lavastovigle che in perfetto stile Poltergeist, è in funzione nonostante sia spenta (giuro!). Ma bisogna essere positivi nella vita: stacchiamo la corrente, domani chiamiamo un tecnico, asciughiamo per terra e tutto si risolve. Speriamo solo non abbia rovinato il soffitto a quello del piano di sott... PLIN PLON...
Oh Fuck! L'inquilino del piano di sotto gentilmente ci comunica che a casa sua va in giro con l'ombrello e che sarebbe carino sia fermare l'alluvione, sia imbiancargli due o tre stanze quando il muro si sarà asciugato.

No, dico: tutto ciò non è meraviglioso?

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[01/08/2008 @ 12:26]   [everyday life]

CHIUSO (?) PER FERIE

In realtà, con la testa sono già oltreoceano da tempo. Ora è tempo di andare in quel del New England, tra una festa della Madonna e una del Pescatore di cui in un precedente post, tutte rigorosamente corredate da quanto di più italo-trash-americano ci possa essere. Chissà che al ritorno non possa anche mostrare qualcuna di queste perle sul blog.
Quest'anno, complici le reti wireless e le connessioni DSL già pagate, mi porterò anche dietro il portatile. Fa molto geek e poco noir, ma lo sapete: non ci sono più i darketti di una volta. Tuttavia dubito che userò il mio tempo per scrivere qualcosa quando potrò invece essere da Dunkin' Donuts a strafogarmi di ciambelle mentre mi diluvio tazzate ricolme di caffè. Però sai mai che sulla moleskine (o i vari analoghi che mi porterò appresso) venga fuori qualcosa di interessante.

(Famous last words: e fu così che scrisse un post al giorno per venti giorni....)

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