[30/06/2008 @ 14:44]   [music, history]

L'ULTIMO GIORNO DI GIUGNO DEL 1934

"C'è il brusio della mattina, un quarto dopo le nove. Dovrei lavorare giù nella vigna ma invece me ne sto qua con una mia cara amica guardando il sole tra i suoi capelli.
Io raccolgo i grappoli dalle colline fin giù al mare, i campi di Francia sono casa per me, però oggi starmene qui è il miglior posto in cui essere, non potrei andare da nessun altra parte.
E mentre scivoliamo tra un abbraccio e l'altro come fossero gesti familiari, rifletto tutti i miei sogni sulla sua faccia come fosse ancora prima dell'ultimo giorno di quel giugno 1934.

Appena fuori Cambridge in una stretta strada di campagna, una Bentley color verde bottiglia avanza nella pioggi, gira e si ferma un attimo dietro l'angolo, poi tira dritto di nuovo dirigendosi verso un ingresso.
Le luci del party scintillavano sui campi, dove gli amanti e quelli che ballano guardano i fuochi d'artificio e discutono d'attualità puntando i piedi in un mondo che non voleva più saperne di guerra.
Ma un refolo di vento estivo soffiava nelle strade, tra le orme nei vicoli, tra i ricchi nelle loro lenzuola di seta. E l'Europa giace addormentata, lo senti dai suoi battiti che attraversano il pavimento nell'ultimo giorno di quel giugno 19...

On the night that Ernst Roehm died voices rang out in the rolling Bavarian hills and swept through the cities and danced in the gutters, grown strong like the joining of wills. Oh echoed away like a roar in the distance in moonlight carved out of steel singing "All the lonely, so long and so long; you don't know how I long, how I long. You can't hold me, I'm strong now I'm strong stronger than your law"

Adesso siedo qui sulle rive del Reno, pucciando i piedi nella fredda corrente del tempo. E so che sono un sognatore, so che sono fuori luogo rispetto alle persone che vedo intorno.
Una coppia mi passa accanto, sono così carini, le braccia reciprocamente attorno all'altro, puntano verso i boschi. A loro non importa chi era Ernst Roehm, e non c'è motivo per cui debba importar loro, è solo un ombra sospesa in aria
Ma ho creduto di vederlo lì tra le colline con un intero esercito di fantasmi alle sue calcagna e lì per lì sembrava vivo come prima, nell'ultimo giorno di quel giugno 1934."

Al Stewart - "The Last Day Of June 1934" in "Past Present and Future" (1973)

La notte tra il 29 e il 30 Giugno 1934 - Nacht der langen Messer, la Notte dei Lunghi Coltelli - Ernst Roehm, capo delle SA, il gruppo paramilitare del Partito Nazionalsocialista, viene assassinato insieme ad altre (ufficialmente) 76 persone a Monaco di Baviera, dove Hitler li fece radunare per trarli in inganno. Tutte le persone uccise facevano parte dell'entourage di Roehm, il quale rappresentava l'ala socialista del partito, vista allora come potenziale ostacolo all'ascesa definitiva del Partito Nazista. Da quel giorno Hitler, spalleggiato dai fidati Himmler (di fatto l'esecutore della strage), Goebbels e Goering, non avrà più rivali né opposizione interna. Da quel giorno egli sarà  per 11 anni, l'incontrastato e incontrastabile Fuehrer come la storia oggi ce lo riporta. 

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[24/06/2008 @ 11:15]   [lucifer s garden]

SAPONE E BISCOTTI

"Vedo nella tua mano destra il carcere, nella sinistra il manicomio."

Va a vestirsi da sposa la Faustina. A 70 anni va a vestirsi da sposa. Lascia tutto e se ne va. Lontano, a Pola. L'amica del cuore le ha promesso che là c'è un uomo che la attende a braccia aperte. E' felice.
Deve solo passare dall'amica per sistemare le ultime cose, ma ha già chiuso la valigia e si vede là, come una fresca ragazza davanti all'altare. Di nuovo.

"Quanto al sangue del catino, aspettai che si coagulasse, lo feci seccare al forno lo macinai e lo mescolai con farina, zucchero, cioccolato, latte e uova, oltre a un poco di margarina, impastando il tutto. Feci una grande quantità di pasticcini croccanti e li servii alle signore che venivano in visita."

Francesca i bimbi li ama davvero. Però dopo così tanto tempo, il mestiere di insegnante d'asilo le va un po' stretto. E cerca. Cerca qualcosa di diverso, qualcosa di nuovo. E quel qualcosa arriva, finalmente. Non è lontanissimo, mica si deve fare un trasloco in un altro mondo. Piacenza da Correggio non dista così tanto, e lavorare in un collegio femminile è una occasione unica. Bisogna ringraziare l'amica che quel lavoro glielo ha trovato. Bisogna ringraziarla e passare da lei a sistemare due cose prima di partire.

"Gettai i pezzi nella pentola, aggiunsi sette chilogrammi di soda caustica, che avevo comprato per fare il sapone, e rimescolai il tutto finché il corpo sezionato si sciolse in una poltiglia scura e vischiosa con la quale riempii alcuni secchi e che vuotai in un vicino pozzo nero."

Provate voi a vivere su un palcoscenico per anni e poi sentire la vostra voce che si affievolisce, non regge più. E poi ditemi come ci si sente. Male. Cosa può consolare la povera Virginia, se non qualcosa che la faccia rientrare nel giro? E a forza di sperare, il rientro - forse - arriva. C'è un impresario teatrale in quel di Firenze che la vorrebbe come collaboratrice. E poi - una donna con un passato di tale successo! - sai mai che scappi fuori una bella particina. Meno male ci sono le amiche, a quello servono. Sì perché il lavoro lo aveva trovato lei, l'amica. E allora via a renderle omaggio prima di partire.

"La sua carne era grassa e bianca, quando fu disciolta vi aggiunsi un flacone di colonia e, dopo una lunga bollitura, ne vennero fuori delle saponette cremose accettabili. Le diedi in omaggio a vicine e conoscenti. Anche i dolci furono migliori: quella donna era veramente dolce."

Leonarda Cianciulli è una donna stimata e benvoluta dalle altre donne del paese. Nel giro di un anno uccide a colpi d'ascia tre compaesane cui aveva dato nuovi sogni e nuove speranze. C'è chi dice lo abbia fatto a scopo di semplice rapina. Lei sosterrà sempre che lo avesse fatto per scacciare il malocchio inflittole dalla madre. La Saponificatrice di Correggio verrà condannata a trent'anni di reclusione.
Succedeva nella tranquilla e pacifica provincia di Reggio Emilia tra il 1939 e il 1940.

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[11/06/2008 @ 13:25]   [everyday life, lucifer s garden]

I'M GOING TO MAKE A CAKE

No, non sarei di certo uscito a prendere i fiori quella mattina. E nemmeno avrei deciso di tirar fuori farina e setaccio per fare una torta di compleanno. Che - comunque - sarebbe venuta male.
Forse, una volta alzatomi, avrei pensato all'eco del ticchettio del suo buonumore. L'eco.
Forse avrei pensato alle scapicollate corse fatte per coprire le distanze che non ci sono più. Perché non c'è più nulla da coprire. Oggi le distanze si creano, così ci si convince di avere un selciato su cui camminare.
Poco importa se la distanza porta a un motel fuori città in compagnia di qualcuno tirato su a caso oppure da qualche parte nelle sconfinate pianure del Nord.
Baudelaire ha detto (ormai lo sanno tutti, vero?):

Un homme qui ne boit que de l'eau a un secret à cacher à ses semblables
.

Ma se avesse ragione lui, saremmo tutti astemi. E invece beviamo come dannati.
Forse è davvero meglio che faccia la torta.

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[06/06/2008 @ 14:27]   [random thoughts]

BLOGAMP

Mi ero stufato del Radio Blog per un migliaio di motivi. Mi sono imbattuto su questo Blogamp, leggero pratico e che anche graficamente non mi dispiace nella sua semplicità. Ha un difetto che spero di eliminare: non riesco a rendere visibile il titolo della canzone e l'autore, mi scoccerebbe molto dover indicare tutte le volte cosa ho messo su, ammesso e non concesso che a qualcuno importi (*). [EDIT] Ok, ho eliminato il problema eliminabile... Per il resto litiga un po' con le restrizioni di sicurezza dell'explorer 7: a seconda del settaggio può non riconoscere come affidabile la fonte del mp3 per cui vien fuori una schermata sulla quale si è obbligati a cliccare su "" se si vuole procedere con l'ascolto. Per il resto mi piace, certo che ben presto come mio solito mi stuferò anche di questo.

* Clan of Xymox - Something Wrong

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