[28/11/2007 @ 17:46]   []

SPIN OFF

Sto leggendo un libro sul doppio ("Io e l'altro: racconti fantastici sul doppio"), una raccolta di romanzi brevi sul tema. Forse intrigato da questo, forse mosso dal fatto che volevo trovare un luogo in cui il mio bright side parlasse separatamente dal mio dark side. Fatto sta che da oggi è nato A Brighter Shade of Noir, un blog parallelo, più "normale" forse, ma sempre del tutto mio. Dategli tempo e magari caverò qualcosa di buono anche da lì.
No, la mia creatura, questa, non andrà in pensione, anzi, sarà sempre - per forza di cose - il preferito dal suo creatore.

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[27/11/2007 @ 11:14]   [lucifer s garden]

MANGIARE, BERE, MORIRE

a) Mangiare: Toilet Restaurant

A Taiwan non sanno più cosa inventare. E per questo le menti più fervide si sbizzarriscono in trovate di gusto alquanto discutibile.
Ha aperto a Taipei un ristorante a tema cesso: e dei cessi, infatti, sono le sedie su cui far sedere gli avventori, i quali mangeranno su dei tavoli ricavati da dei lavabo su cui è appoggiata una lastra di vetro.
 Le portate, poi, vengono servite in delle eleganti contenitori anch'essi ricordanti accessori da bagno e il cibo - ah, che appetito! - viene presentato in forme che ricordino escrementi umani.
Non è dato saperlo, ma non dubito che la bevanda più reclamizzata in tal luogo sia un vino bianco di color giallo paglierino, servito in pitali di metallo.
Non ci credete? Leggete qua.

b) Bere: Lost in six coffees

Il primo, appena alzato, alle 7.30;
Il secondo, quando arrivo in ufficio, alle 8.30;
Il terzo, se me lo chiedono, a metà mattina, verso le 11.00;
Il quarto, marocchino, dopo pranzo;
Il quinto, decaffeinato, alle 4 del pomeriggio;
il sesto, americano, nero e senza zucchero, dopo cena.

Più vari ed eventuali.

c) Morire: L'ultimo gioco

"L'oggetto del gioco è avere il coraggio di cadere con un cappio attorno al collo da un posto sufficientemente lontano dalla terra in modo che la caduta vi faccia penzolare. Scopo del gioco è punire coloro che hanno causato infelicità attraverso le loro azioni egoiste. Questo è il gioco migliore di tutti perché il vincitore è anche il perdente e la decisione del giudice è sempre definitiva." 
(P.Greenaway, Drowning by Numbers)

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[20/11/2007 @ 12:51]   [random thoughts]

CASA DOLCE CASA

La mia insegnante di cinese pro tempore dice che - in quella lingua - un membro di una famiglia non può dire "vado a casa", ma soltanto "torno a casa". E che l'ideogramma che rappresenta il concetto è rappresentato da due "omini" all'interno di una stilizzata casa (*).
Il classico due cuori e una capanna.
Bello e romantico, già. Ma se volete arredare la suddetta capanna date retta a Ventnoir: evitate Italiarredo.  Non è per voler fare pubblicità negativa (o forse ), e nemmeno ho parenti che lavorano nella concorrenza. Ma se ordini un mobile, viene fornita una data di consegna e la data di consegna viene rimandata - per quel che ne so ora - alle calende greche, mi pare giusto segnalare a chi dovesse fare acquisti che è il caso di rivolgersi a qualcun altro. Un tale diceva, a proposito di mobili, "provare per credere". Ma fossi in voi mi risparmierei la fatica di provare.

****

Siccome ero in vena di migliorie, ho dotato il blog di un sistema di report sul traffico di chi fa visita al blog, grazie a FEEDJIT. Ora, questo sistema permette di sapere da dove arriva la maggior parte dei visitatori, e devo dire che in prima analisi la cosa mi ha divertito.
I più arrivano attraverso google, dopo avere ricercato le cose più assurde. Ad esempio, l'aver fatto un post sugli oscar del porno un annetto fa si è rivelato essere miele per i visitatori occasionali. Ma stamane il capolavoro: qualcuno è finito sulla mia pagina cercando "dove + si + organizza + le + orge ++ Milano".
No, non scapicollatevi alla ricerca del post che non avevate letto con carta e penna in mano per prendere appunti: non ho la minima idea di dove si organizzino (cioè, anche sì, ma vabbè) il "qui pro quo" deriva da una recensione che feci sul film "Shortbus" giusto l'anno scorso. 
Ciò detto, posto che è un onore ospitare coloro in cerca di così elevata spiritualità, avevo la presunzione che parlare di libri, di Elisabeth, di musica e grandi sistemi potesse attrarre chissà quale umanità. Ma sì, Ventnoir, parliamo di sesso, di orge e tieni aggiornato il file di chi organizza cosa e dove: diventerai una blogstar.

(*) L'insegnante è dispersa in qualche aeroporto in qualche luogo del globo ignoto. Appena torna chiedo conferma...

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[13/11/2007 @ 23:39]   [random thoughts]

VENTNOIR E LE REGOLE DI ZIO GIORGIO

Affari Italiani ci regala (ringrazio anticipatamente) lo sfizioso codice Armani, le 21 Regole per essere un uomo di stile. E Ventnoir, sempre stiloso come pochi (non ridete), si confronta audacemente.
Eccovele una per una, con le mie preziose chiose senza le quali non si poteva vivere.

1) Un paio di scarpe a buon mercato sono un finto risparmio. Mai lesinare: sono la base del guardaroba.
Partiamo male. Però vabbè, dicono tutti così. Peccato che per comprare le scarpe che intende il Giorgio nazionale io ci arredo la camera in meraviglioso stile Ikea. Per cui io sarò anche un pezzente, ma lesino. Altroché.
2) Un equilibrio lavoro/tempo libero è la chiave della felicità. Ho sacrificato tutta la mia vita al lavoro, se ricominciassi non lo rifarei
E se non lo rifacesse non sarebbe Armani. A successo raggiunto siam tutti capaci di dirlo. ma quanti ne abbiamo sentiti di gente che ha sfruttato in ogni modo la fama e che dice "tornassi indietro non lo rifarei"? Nauseante.
3) Nero e blu navy sono i colori che snelliscono di più.
Yeah, su questo non posso che essere d'accordo.
4) Mai esagerare nello stile: gli uomini più eleganti sono quelli che sembrano fare il minimo sforzo.
Ecco, prendete questa frase e ripetetela a guisa di litania a diverse persone inguardabili che conoscete. Ne gioveranno. E anche noi.
5) Se fate sport e avete molti muscoli, non sottovalutate gli abiti su misura. L'ho imparato vestendo i ragazzi del Chelsea.
A parte il fatto che non è un mio problema, Giorgio, ma lo hai scoperto l'anno scorso vestendo il Chelsea?!. In 70 anni non te ne eri mai accorto? Ma va là...
6) Dicono che dimostro vent'anni di meno. E' un fatto genetico, ma mi aiuto con le buone abitudini: mai a letto troppo tardi, mai bere troppo; non fumare.
Posto che non li dimostra affatto, vent'anni di meno. Posto che conosco gente che dimostra molti meno degli anni che ha bevendo come carrettieri, andando a letto alle 4 di mattina e fumando come disperati. Però forse preferirei arrivare a 70anni dimostrandone 70 e con qualche vizio in più. O no?
7) Non si può sempre aver quel che si vuole, come cantava Mick Jagger. Accettati per quello che sei e cerca di migliorarti.
Brodo caldo per l'anima. più che regola per essere un uomo di stile. Mi sembra un consiglio da vecchia Zia che, come il nero, va bene in tutte le occasioni.
8) Un uomo è sexy quando ci crede: è uno stato mentale più che una forma fisica.
*ROLLING ON THE FLOOR LAUGHING* Certo, se a Brad Pitt casca addosso la tenda del polveroso supermarket di chinatown, di certo rimane sexy, e ne è convintissimo. Ditelo a Magalli, poi ne riparliamo.
9) Faccio un'ora di ginnastica al giorno. L'esercizio fisico da' buon umore, aiuta a concentrarsi e ci fa sentire bene.
Finché reggo, su questo concordo.
10) Alcuni modelli maschili durano nel tempo: Cary Grant è elegante anche quando corre in un campo inseguito da un aereo. Lo stesso, il mio amico George Clooney, elegante senza sforzo
Vedi il numero 8. Chissà se Buttiglione è sexy rincorso in un campo dalla Bindi. Sarà perché lesina sulle scarpe? Mah..
11) Una giacca ben tagliata è la base del guardaroba maschile: una volta scelta una buona giacca, il resto viene da sè
Su questioni di vestiti non mi permetto di arguire.
12) Abiti belli migliorano le performance. Vesto la squadra di rugby di Russel Crowe, i Rabbitohs, che hanno ripreso a vincere
Certo, sicuramente per i vestiti. Domani compro un completo di Armani, se non mi raddoppiano lo stipendio m'incazzo.
13) Mai lasciarsi ingabbiare in un'etichetta.
Cioè, stai dettando 21 regole di stile e te ne esci fuori con la questione delle etichette? Ma per piacere...
14) Sapete di più di quanto non pensiate, e potete fare di più di quanto sapete. Non sottovalutatevi.
Brodo caldo numero 2, anche se sono d'accordo.
15) L'abito scuro è un'uniforme per ogni occasione: un clichè, ma con il quale tutti stanno bene.
Yeah, Noir rules!
16) Scegliete colori naturali ed evitate quelli ostentati.
Evitate direttamente i clori. Fate prima.
17) Attenzione all'orologio, dice molto della vostra personalità.
Non lo porto. Ergo ho personalità zero. Ma Zio Giorgio dice che non devo guardare le etichette e quindi sono felice senza orologio. Tiè.
18) Attenzione al profumo, è una caratteristica distintiva.
Indiscutibile. E attenzione a non metterlo, è distintivo anche quello.
19) Abbiate il coraggio delle vostre convinzioni.
Consiglio per essere una vecchia Zia di stile n.3.
20) Lo stile 'grunge' per me è stata una sofferenza. L'eleganza è la chiave per raggiungere un'immagine senza tempo.
Inoppugnabile.
21) Non riuscirò a convincere Samuel Jackson a lasciare a casa il cappello.
Ma doveva proprio arrivare a 21?!

Ok, nero e brodi a parte, il mio lato "fashion secondo Armani" ne esce malconcio. Riuscirò a sopravvivere?
Ma sì, io penso proprio di sì. Anche senza orologio.

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[07/11/2007 @ 12:29]   [music]

TO FRANCE

La conversazione, come alcune parti del corpo, scorre liscia molto meglio quand'è lubrificata

Di ritorno. Ancora oltralpe, per l'ennesima volta negli ultimi anni, per l'ennesima volta con molto piacere. In un posto, Nizza, che conoscevo per nulla e che non mi è affatto dispiaciuta.
Tra le cose infilate nella valigia e portate in Italia, non ci sono soltanto souvenir e formaggi (il camembert affinato nel calvados è una delizia impossibile da raccontare a parole) ci sono ricordi di luoghi, aneddoti, persone, citazioni. E ci sono anche canzoni e testi. Peccato che però Ventnoir litighi ancora col francese, nonostante gli sforzi (pochi, a dire il vero) e le frequentazioni assidue.
Veniamo al punto: ascolto una bella canzone, video carino oltretutto, mi intriga, la ascolto, la leggo e ne capisco il senso. Però ora devo mestamente rivolgermi agli esperti di lingue (no, la frase del sottotitolo non c'entra...) e chiedere: mi regalate una bella traduzione di quanto segue? 
Merci.

4 Mots Sur Un Piano

Quatre mots sur un piano, ceux qu'elle a laissés
Quatre c'est autant de trop, je sais compter
Quatre vents sur un passé, mes rêves envolés
Mais qu'aurait donc cet autre que je n'ai ?
Ne le saurai-je jamais

Cas très banal, cliché, dénouement funeste
Trois moins deux qui s'en vont, ça fait moi qui reste
Caresses, égards et baisers, je n'ai pas su faire
La partager me soufflait Lucifer
Depuis je rêve d'enfer

Moi j'aurais tout fait pour elle, pour un simple mot
Que lui donne l'autre que je n'offrirais ?
Elle était mon vent mes ailes, ma vie en plus beau
Etait-elle trop belle ou suis-je trop sot ?
N'aime-t-on jamais assez ?
Quatre années belles à pleurer, maigre résumé
Cartes jouées mais la reine s'est cachée
Quatre millions de silences, de regrets qui dansent
Les questions, les soupirs et les sentences
Je préférais ses absences

Moi j'aurais tant fait pour elle, pour boire à son eau
Que lui donne l'autre que je n'offrirais ?
Elle était mon vent mes ailes, ma vie en plus beau
Mais était-elle trop belle, ou bien nous trop sots ?
N'aime-t-on jamais assez

Vous étiez ma vie comme la nuit et le jour
Vous deux, nouez, filiez mon parfait amour
Un matin vous m'avez condamnée à choisir
Je ne vous aimais qu'à deux
Je vous laisse, adieu
Choisir serait nous trahir

Mais qu'aurait donc cet autre que je n'ai ?
Ne le saurai-je jamais ?
La partager me soufflait Lucifer
Depuis je rêve d'enfer

(in Patrick Fiori "Si on chantait plus fort" 2005, ripresa nel nuovo best of dello stesso Fiori uscito il 5 Novembre 2007. Canzone scritta da Jean-Jacques Goldman, interpretata da P. Fiori, JJ Goldman e Christine Ricol)

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[VENTNOIR]
Agnostico, radicale, sognatore.
Ma, soprattutto, nero e senza zucchero.

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