«Questa storia non c’entra niente coi valori della famiglia. Non posso essere un buon padre e un buon marito solo perché dopo cinque giorni fuori casa mi capita un’occasione?» (aggiungerei per inciso "mi capita un'occasione con una zoccola?")
D'altronde si sa: lui è uno di quelli che, oltre a ribadire alla nausea il concetto di cosa sia una Vera Famiglia, se la prendono anche coi "contro natura". Ma a ben pensarci accoppiarsi con chiunque capiti a tiro, benché non a pagamento, fa proprio parte del volere di Madre Natura.
Ipocrisia strepitosa.
Dichiarazione da applausi.
L'avvicinarsi delle ferie mi mette addosso ancora più scarsa voglia di scrivere, oltre che di lavorare. E purtroppo sui blog non si può fare come in RAI, che di questi tempi affolla il palinsesto di vecchie repliche e di film antidiluviani: riproporre vecchi post sarebbe quantomeno imbarazzante.
Eppure ieri mentre leggevo il giornale in metropolitana di spunti per scrivere ne sono venuti davvero tanti: politici ferventi sostenitori di un moralismo militante che vengono sgamati tra coca e puttane ("non sapevo che fosse una prostituta, e non l'ho pagata: le ho fatto solo un regalo in denaro" sic!!), coppie gay che - al pari di quelle etero - dimenticano, travolte da un libertinismo che gli par dovuto, che anche per loro vale il principio che per certe cose son meglio i parcheggi dei cimiteri, le fabbriche in disuso e le vie delle zone industriali per certe cose e NON il pieno centro di Roma, per finire con pensieri sulla liberalizzazione del doping e così via.
Il tutto mi fa rammentare che magari a settembre riprenderò l'idea di aprire un blog di commenti sui fatti del giorno, lasciando questo - definitivamente - ai miei lati più cupi, trasognati e senza senso.
Qualcosa che però mi ha curiosamente colpito nei giorni recenti c'è: ed è il feedback positivo che ho ricevuto da più parti sulla canzone che ho messo qua settimana scorsa. Buffo, perchè sentirsi dire anche da chi detesta il genere che il nuovo singolo dei trashissimi e tabbozzi Blutengel sia interessante, caruccio, godibile e quantaltro è assai sorprendente.
Allora già che ci sono rammento che il CD nuovo, Labyrinth - che contiene questo singolo - uscirà a settembre, il 14 per la precisione. Qualche preview è già disponibile sul myspace di Christian Pohl e soci.
E infine eccovi il sempre raffinato testo di ciò che state ascoltando, che a dire il vero è molkto meno peggio del solito e per certi versi mi ha vagamente fatto tornare alla mente un gran bel film che non vedo da almeno un decennio: Carrie lo sguardo di Satana. Me lo cercherò.
she was not one of them
she never had a friend
she was the one, that got taste
she was not one of them
she always stands alone
nobody gave her a chance
she was always pushed around
she was not one of them
she's in love with the devil
she's in love with lucifer
this is her revenge for all the years of hate and tears
fire's falling from the sky
she's burning down her path
she starts a new life
to hell with jesus christ
her parents died by accident
she never felt in love with someone
nobody understood her fear
and every night she cried for help
she prayed to god cause she was told to
but he never spoke to her
she felt so cold and left alone
but then the fallen angel came
and then the fallen angel came
to heal the pain inside her heart
her broken heart
she closed her eyes and saw his goodness and the truth
she's not alone
he's always there
Nostra Signora si sarà per caso offesa per qualche motivo a noi oscuro? O magari, in quel de La Salette, non era temporaneamente presente, e non ha lasciato scritto nè detto nulla. Una cortesia che ai fedeli non sarebbe stata sgradita.
O forse no.
Forse, essendo polacchi, Nostra Signora non aveva udito le preghiere in maniera corretta. Improbabile tuttavia, il polacco fino a qualche anno fa era di gran moda nelle gerarchie catto-divine.
Allora è il contrario, sì, sono state ascoltate così bene e sentite così profondamente che Notre Dame li ha voluti a sè perchè le potesse sentire meglio.
Ah sì, ne sono certo, è andata così.
E allora, anziché funerali, ci saranno parenti che organizzeranno feste, cerimonie danzanti e baccanali di ringraziamento. Il Buon Dio ha colpito ancora una volta. E ci ha regalato un'altra volta un segno della sua infinita bontà.
Giubiliamo, gente. Giubilate, gente.
E festeggiate.
Noi "collezionisti di storie" siam fatti così: leggiamo, guardiamo, osserviamo e il più delle volte ascoltiamo. Ascoltiamo le storie altrui, affascinati, allibiti, interessati o molto più semplicemente curiosi. Curiosi di stupirsi, curiosi di scoprire e curiosi di conoscere.
Per cui succede che - a Milano - non ci sia a volte fonte migliore che il viaggio andata e ritorno nella metropolitana zeppa di lavoratori, studenti e pensionati che alle 8 di mattina non san cosa fare di meglio, per gettare uno sguardo e indovinare le vite, le sfumature e tutto il resto.
E si ascolta.
Così capita che venerdì sera, di ritorno dall'ufficio, mi siedo accanto a una distinta signora con figlia, le avrei dato 15 anni. Madre e figlia chiacchierano, del più e del meno come spesso madri e figlie sono solite fare. Tutto poco interessante a dire il vero, poche cose che stimolano la mia attenzione. Finchè..
Madre: "Non senti anche tu?"
Figlia: "No, cosa?"
Madre: "C'è 'sto odore di...di..."
Figlia: "Di??"
Madre: "Ma sì di... Africa!"
Figlia: "Africa?? Mamma te lo sei inventato"
Madre: "Ma sì, deve essersi seduto qua prima qualche negro"
Figlia: "Mamma, fidati, te lo sei inventato".
A questo punto, anche ai collezionisti di storie vien da pensare che forse sarebbe il caso di farsi gli affari propri, di immergersi nella lettura di qualche giornale, e lasciar perdere l'esercizio dell'ascoltare e dell'osservare e maledicendo quella innata e sciocca curiosità.
E Ventnoir, infatti, tirò fuori il sudoku e non pensò ad altro fino a che non fu momento di scendere da quel metro.
Uno vorrebbe passare il proprio tempo a parlare e scrivere di musica, viaggi, storie interessanti...
E invece mi tocca perdere tempo con le scemenze, di cui per una volta non sono (totalmente) colpevole.
Siccome Ventnoir ha deciso che in agosto sarà cosa buona e giusta giungere fino a Liverpool, affittare una macchina e andarsene a spasso (anche) per le campagne di Albione, notando che la propria patente (quella vecchia, cartacea, di ormai anni 14 di servizio) è conciata da sbatter via ed è quasi illeggibile, decide di chiamare la motorizzazione civile per avere un duplicato così da non avere problemi in caso la Hertz avesse da ridire sull'estetica della mia vecchia patente.
VN: "Salve, la mia patente è vecchia, quasi illeggibile ed è finita in lavatrice per sbaglio. E' possibile farne un duplicato?"
Simpaticone della Motorizzazione (SdM): "Certo, venga qua, porti delle fototessere, compili il modulo, consegni il tutto e gliela faremo avere"
VN: "Perfetto. Mi da una idea della tempistica?"
SdM: "Mah, faccia conto circa 4 mesi, se tutto va bene"
VN: "4 mesi?!? E io come vado in giro nel frattempo?"
SdM: "Col foglio sostitutivo, non c'è problema"
VN: "Ah, ottimo. E va bene anche per l'estero, vero?"
SdM: "No, mi spiace, per l'estero non va bene"
VN: "Come no?!? E se io volessi andare all'estero?"
SdM: "Eh, semplice: non ci va"
Grazie tante. Quattro mesi per un fottuto (scusate) duplicato. Non ho parole
C'era un tempo in cui le nelle charts spopolavano i Soft Cell: cantavano, tra le altre, la celeberrima Tainted Love (una cover, ma resa da loro famosissima) che ancor oggi club di tutto il mondo propinano ad ogni serata che abbia in cartellone qualcosa che abbia a che fare col revival. Uno dei componenti del gruppo si dette poi alla carriera solista, tra alti e bassi senza però ritrovare i picchi di celebrità avuti coi Soft Cell. Lui è Marc Almond, e al di là dei successi (o meno) commerciali l'ho sempre ascoltato con un certo interesse.
Un mesetto fa circa è uscito il suo ultimo lavoro Stardom Road : è un disco di cover riadattate dallo stesso Almond che rappresentano secondo lui il percorso della sua vita, musicale e non.
lo ascolto e nella mia più assoluta sorpresa scopro che una di queste cover mi è assai familiare.
Nientemeno che il "mio adorato" Al Stewart, di cui Almond ripropone il brano che dava il titolo al suo album d'esordio: Bedsitter Images, scritta nell'ormai lontanissimo 1967 (un pezzetto lo sentite qua). La cover è molto simile all'originale, i cambiamenti sono stati assai limitati. E che dire: ha 40 anni, quella canzone, ma li porta benissimo.
But it's alright while the lights of the city shine so bright
It's all right till the last winding train fades from sight
Then alone in my room I must stay to lose or win
While these wild bedsitter images come back to hem me in