[25/06/2007 @ 11:20]   [lucifer s garden]

RECORD E "GIORNALISMI" VARI

Narra il vocabolario della lingua italiana che la parola record venga usata col seguente significato: "miglior risultato ottenuto in una specialità sportiva o, per esteso, massimo risultato, livello più alto conseguito in un’attività".
Livello più alto, un record, appunto.
Narra la leggenda che chi lavora nel campo del giornalismo debba essere quantomeno informato sull'uso della lingua italiana.
Eppure...
Eppure il giornale a distribuzione serale gratuita "24minuti" un paio di settimane fa pubblica un articolo che riporta come Alitalia abbia chiuso il primo trimestre di bilancio "con una perdita record, tuttavia inferiore a quella dello stesso trimestre dell'anno precedente". Sarà un uso improprio, una svista fortuita...
Macché.
Telegiornale di un paio di giorni fa (abbiate pazienza, non ricordo quale ma non farete fatica a reperirne un altro che vi racconti la medesima cosa): "caldo record al sud: si rischia di arrivare ai livelli del 2003".
Attendo con curiosità cosa tireranno fuori quando ci sarà un vero record: conieranno il "super-record"? Il "recordissimo"?
Vedremo.

****

A proposito di giornalismo: se avete visto solo quei telegiornali e giornali che vi hanno fatto vedere il Pride soltanto come una imbarazzante sfilata di trans in maschera, selezionando rigorosamente soltanto ciò che fosse di dubbio gusto, suggerisco la visione di questo post di TQM e del suo notevole reportage del Christopher Street Day (ah, non vi hanno detto che si chiamava così?): tutti, ma proprio tutti, i colori del cuore.
Non amo le varie e autocelebrative manifestazioni reclamanti orgogli e identità (dal 8 Marzo al Pride, orgogli laici e pseudosfilate profamiglie) ma i rigurgiti clerical-moralisti forse rendevano necessario sottolineare - a politici, sciure maria e quant'altri - che "la sola pretesa di elevare a Modello una sola etica, una sola mentalità, una sola maniera di stringere vincoli tra persone e davanti alla comunità, basta e avanza a farci capire che in discussione non sono i costumi o il destino di una minoranza. Ma i costumi e il destino di tutti."
Edificante.

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[20/06/2007 @ 09:39]   [history, random thoughts]

LO SPLENDORE ETERNO DELLA MENTE IMMACOLATA

How happy is the blameless vestal's lot!
The world forgetting, by the world forgot.
Eternal sunshine of the spotless mind,
Each pray'r accepted, and each wish resign'd.
-- Alexander Pope

Che succede se si mettono insieme a far film un estroso sceneggiatore, Charlie Kaufman (autore del geniale Essere John Malkovich), e un regista sospeso tra il sognatore e il visionario, Michel Gondry (L'arte del sogno)? Succede che ne viene fuori un prodotto che - sebbene ormai datato - è tra i migliori che mi sian capitati di vedere negli ultimi tempi: "Se mi lasci ti cancello", come lo hanno incomprensibilmente chiamato i traduttori, reputando che lo spettatore italiano non fosse all'altezza di affrontare il poetico titolo originale (perchè?), "The Eternal Sunshine of a Spotless Mind" appunto, citazione del "Eloisa to Abelard" del settecentesco poeta britannico Alexander Pope, autore amatissimo dal Kaufman.
La mente immacolata in questione è quella di chi si sottopone agli interventi di una clinica specializzata in "rimozioni selettive di memoria": la tecnica permette di eliminare completamente dalla memoria i ricordi relativi a una specifica persona, permettendo così al paziente di alzarsi una mattina senza avere più alcun ricordo di un tal uomo o di una tal donna. Perfetto per dimenticare una donna o un uomo che ci ha fatto soffrire, no?
Poi però succede che magari le persone cancellate riappaiano per altre vie, succede che non si sia certi di quello che si è fatto o di quello che si sta facendo. Succede che, forse, era meglio lasciar tutto come prima. O, forse, che è stato meglio così, immacolati per ricominciare da zero: si rifaranno gli stessi errori o è una opportunità per ricominciare?
A chi guarda spetta l'ardua sentenza.

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[18/06/2007 @ 09:45]   [everyday life]

SEMEL IN ANNO LICET INSANIRE

A voi che sui blog scrivete cose serissime destando orgogli, coscienze civiche e indignazioni.
A voi che sui blog filosofeggiate scatenando discussioni, alimentando punti di vista e infuocando gli animi.
A voi che trattate di seria attualità, da moderni pundit della blogosfera, informando i più di fatti a loro ignoti.
A tutti voi dico: lasciate che per una mattina Ventnoir cazzeggi e si perda in argomenti cotanto modesti da far sobbalzar le menti pensanti che si aspettan sempre di trovar chissacchè.
Per un giorno, forse mezzo soltanto, fatemi trattare d'argomenti frivoli, insoliti e inusuali.
Perchè una volta all'anno è lecito dar di matto.
Perchè ho resistito, un mese fa, a scriver della Beneamata.
E perchè...

Perchè dopo 13 anni, dopo aver spezzato le reni al Monza, il Pisa Calcio è tornato nel calcio che conta. E siccome ero uno sfegatato tifoso, non posso che salutarne il ritorno in Serie B e godermi il rinvigorirsi di questa sopita passione.

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[11/06/2007 @ 23:19]   [everyday life]

IN MEMORIAM

Capitano giorni in cui l'eco di anni lontani porta alla memoria ricordi che lasciano dietro malinconici pensieri.
Ed è proprio uno dei primi ricordi che è affiorato oggi, non a caso.

Sei anni, la seconda elementare forse già terminata forse agli sgoccioli (questo non lo rammento), una casa - la mia - in cui per abitudine l'ora del telegiornale era un rito al quale nemmeno in tenera età ci si poteva sottrarre. Già perchè in casa all'epoca c'era soltanto un televisore e qualsiasi programma, compresi i miei adorati cartoni, alle 20 doveva lasciar spazio al TG2, mentre si consumava la cena. TG2 che annunciava tra le altre una notizia che sarebbe rimasta anonima nei miei pensieri se non per ciò che accadde nei giorni a venire. Perchè in quei giorni non ci furono i soliti telegiornali con le solite notizie, le solite facce e i soliti politici contor cui "mi' babbo" sbraitava. C'era, e per l'ultima parte su tutte le reti (così mi par di ricordare e così mi dicono) immagini di gente concitata, affannata, angosciata, ora in fibrillazione ora mesta, toni di commentatori cupi e grevi. E c'era un nome. Un nome ricorrente di un altro bambino di 6 anni come me. Alfredo. Lo chiamavano Alfredino, anzi. Che era caduto in un pozzo, mi diceva mamma. Che stavano cercando di tirarlo fuori. Che lo stavano chiamando per sentire se rispondesse, laggiù a 30 metri sotto terra. Che rispondeva, chiamando sua madre e dicendo che aveva sonno. E io avrei preferito vedere altro, non partecipavo un granchè - ché a 6 anni ci si rende poco conto - ma stavo a guardare ciò che mi avrebbe lasciato una vivida sensazione di inquietudine e di angoscia. E ricordo come scoprii cos'era una trivella, quella portata per scavare il tunnel parallelo per cercare di salvarlo. E ricordo la faccia del minuto individuo che si calò per cercare di afferrarlo ( ... lo stanno portando su, lo ha agganciato...l'imbragatura si è rotta, è precipitato ancora più giù... ). E ricordo, dopo tre giorni (erano due?) da quel tg che la mamma mi disse che Alfredino era morto e che in tv nessuno era più agitato, eran tutti tristi. 
E piangevano.

Nella tarda sera del 10 giugno 1981, Alfredo Rampi, 6 anni, due mesi più piccolo di Ventnoir, correndo vicino a casa della nonna cade in un pozzo artesiano largo 30cm e profondo 60metri. Morirà il 13 giugno dopo quasi tre giorni di straziante e ben documentata agonia.
Fu estratto soltanto 31 giorni più tardi.

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[04/06/2007 @ 10:14]   [everyday life]

IO NO (FORSE)

Passo la serata in un noto locale milanese (non facciam nomi per pudore) e si scoprono (riscoprono sarebbe meglio dire) cose assai interessanti.
E' il 3 giugno, è una settimana che piove come Iddio la manda: son tutti abbronzati. Passi per la considerazione "io no" - anche il 15 agosto è dura vedermi bronzeo - ma constatare che dopo due mesi di balbettante e incerta primavera son tutti cotti da centinaia di watt da lampada mi lascia sempre basito.
Ingenuo che sono.
E poi.
Pare - e dico pare - che i trendsetter d'inizio stagione abbiano decretato che quest'anno è d'obbligo uscir in disco col pantalone corto. Se fino all'anno passato era abitudine al massimo da caldo afoso e in località dove la spiaggia fosse a un tiro di schioppo adesso dobbiamo preparar le brache e dire addio agli obsoleti pantaloni lunghi anche alla notturna ombra della madonnina.
E adesso direttamente dagli States arrivano questi.
Si salvi chi può.
E infine potrei parlare anche di magliette corte e ciucciate ma potrei trovarlo sconveniente: quella, a dirla tutta, la avevo anch'io.

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