Now soon the ground will be
Covered with snow
So deep within sleeps
The The violence in me
There’s a child that walks beside me
Violence Making every step I take
Pointless
E' noto ai più, e per chi non lo è faccio un reminder, che sono contrario, e difendo strnuamente questo principio, alla pena di morte.
Poi.
Poi ci sono momenti e accadono cose (queste) in cui di certo continuerei pubblicamente a propugnare certi miei principi.
Però se vedessi qualcuno che di nascosto armato fino ai denti puntasse dritto verso gli imputati (una volta accertati) con l'intenzione di sgozzarli o semplicemente di interrompere le loro funzioni vitali con un unico, semplice e secco colpo di fucile, probabilmente io mi girerei dall'altra parte, fischiettando una canzone allegra e magari distraendo qualcuno che potesse vedere e in qualche modo dare l'allarme.
E non me ne pentirei affatto.
I share my coat and try to warm his skin
A noise that break us
A sound so soar, my soul it bleeds
It screams for answers
It screams in need
Now the cold is here
Wake the violence in me
TQM mi segnala tra i commenti precedenti questo link di immagini decisamente buffe. E affascinanti. Ne faccio un micro-post così che ne possa usufruire anche chi non ha avuto voglia di leggersi i commenti.
Per una volta, il latte non rovinerà il mio caffè nero.
Enjoy:
C'è chi non vuole darsi per vinto. Per nulla. E pensare che il celebre Omero abbia semplicemente sbagliato - o meglio ancora, inventato - una o più location delle peregrinazioni del suo Ulisse ad alcuni proprio non va giù.
A Itaca Ulisse aveva casa, atteso da Penelope. E l'Itaca di Omero era - la descrive così - piatta, senza declivi o promontori. Poi c'è l'Itaca di oggi, quella che invece piatta non è. Fatto che ha sempre portato a pensare che il buon Omero si fosse sempre sbagliato. O si fosse inventato tutto di sana pianta, dando a un'isola che non aveva mai visto una conformazione orografica che esisteva soltanto nella propria testa.
Che importa, dopotutto, perchè dover pensare che una storia, una odissea, come quella di Ulisse sia per forza ambientata in luoghi reali, che possiamo vedere oggi tal quali? La mia personalissima risposta è: nulla, non me ne importa nulla.
Ma c'è chi non si fida, e vuoi per amore di scienza, di letteratura o forse di semplice notorietà prende compasso e cartina e ci spiega tutto.
Robert Bittlestone, che di mestiere fa il consulente d'affari, ha capito tutto. O almeno così dice. Itaca non è un'isola, è una penisola. Paliki è il suo nome, e si trova a Cefalonia. E se è una penisola lo si deve ai frequenti terremoti che sconvolgono le isole dei vari arcipelaghi ellenici di tanto in tanto. E' una teoria come tante. Tuttavia, come ha riportato qualche giorno fa "Il Sole 24 Ore" una multinazionale olandese al soldo di imprese petrolifere e minerarie, la Fugro Group, ha messo a disposizione le sue macchine scandagliatrici per tre lunghi anni affinchè si possa far luce su questa teoria. Cose che costano un sacco di soldi. E tutto perchè? Ancora Il Sole riporta una dichiarazione del Bittlestone: "Siccome nessuno è mai stato in grado di trovare Itaca, la gente crede che l'"Odissea" sia una storia del tipo "Il Signore degli Anelli". Ora dimostreremo che Itaca è un posto reale".
Excuse me?!?
1) Dove sarebbe il problema nel considerare l'Odissea un progenitore del genere Fantasy?
2) Lorsignori finanzieranno costose ricerche per dimostrarci che esistevano giganteschi individui con un occhio solo? E le sirene, Mr. Bittlestone, dove sono le sirene?
In attesa che qualcuno finanzi la ricerca delle Terre di Mezzo, rimango in attesa di risposte.
E se volete saperne di più su questo progetto (che al di là dell'ironia e delle palate di denaro investito ha anche i suoi spunti interessanti, non lo nego), cliccate qua.
Chiamato in causa da Pho3nix82, con colpevole ritardo rimedio e pòsto il quizzone musicale. Ma ci metto del mio, aggiungo anche le citazioni dal pezzo (e cambio anche la musica nel radioblog, giornata di grazia):
Lasci l'affanno, lasci la terra
Lasci la povertà, lasci la miseria
Dormi dormi dormi dormi ancora
Dormi e ascolta me cantando dell'avvenire
Cantando la libertà
Cantando una fiaba
Lasci l'affanno, lasci la terra
Lasci la povertà, lasci la miseria
Dormi dormi dormi dormi ancora
5 - Se uno sconosciuto ti offre una caramella, cosa fai?
Al Brico Center, cercando un fissativo per la vernice (chissà perchè, uh?) col futuro coinquilino.
VN & A. : Scusi, stavamo cercando un fissativo, ce ne è uno ad acqua e uno acrilico, cosa consiglia per la nostra applicazione?
Commesso: Beh, basta che lo mettiate prima di passarci la vernice.
VN & A. : Sì, ok, questo lo sapevamo, ma è meglio ad acqua o acrilico?
Commesso (leggermente seccato): Ma è uguale! Acqua e acrilico sono sinonimi, sono la stessa cosa. Acrilico vuol dire ad acqua!
Non c'è bisogno di essere dei plurilaureati nè dei conoscitori del dizionario della lingua italiana a memoria per sorridere di questa affermazione del commesso, tuttavia da chi vende polpette in rosticceria una frase simile me la potrei anche aspettare.
Da chi vende certi prodotti in negozi (pseudo)specializzati molto - ma molto - meno.