La strada, ho perso ancora la strada
E promisi, promisi a me stesso
Mai più sarei tornato e mai più
avrei giocato con l'alta marea.
Lontano, lontano da quella riva un posto per me (mai più)
Cercando la sicurezza
Di un luogo, un amore, un affetto (mai più)
dimenticandomi dell'alta marea.
Posso ricordare anche se la mente è incerta
La terra ferma, pazienti individui sulla via
Felici bambini incontro e sotto i piedi sentieri puliti
Lontano, mentre il ricordo si ferma
Cercando la sicurezza
Di un luogo, un amore, un affetto (mai più)
M'addormentai con l'alta marea.
Svegliarmi e non avere idea
Forse un sogno, una pazzia.
Ma ero ancora lì
A giocare con l'alta marea.
"Non puoi possedermi perchè appartengo a me stesso. Ma dato che noi entrambi lo desideriamo, ti do tutto ciò che è mio da darti.
Non puoi comandarmi perchè sono una persona libera. Ma io ti servirò in tutto ciò che la tua vita richiederà e il miele sarà ancora più dolce se verrà dalle mie mani.
Ti prometto che il tuo sarà il nome che io griderò forte nella notte, e tuoi gli occhi saranno quelli ai quali sorriderò al mattino. Ti prometto il primo morso dalla mia carne e il primo sorso dalle mie labbra. Ti prometto il mio vivere e il mio morire, ripartite allo stesso modo nella loro importanza.
Sarò scudo per la tua schiena e tu per la mia. Non ti diffamerò e tu non lo farai a me. Ti onorerò più di chiunque altro e quando litigheremo lo faremo in privato e non racconteremo agli estranei le nostre angosce.
Questa è la mia promessa di matrimonio. Questo è il matrimonio degli uguali"
"Queste promesse le fai al sole e alla luna, al fuoco e all'acqua, al giorno e alla notte. Con queste promesse tu giuri, agli Dei cui voi gente giurate, di essere pienamente compagni, l'uno dell'altro.
Se uno perderà il carico, l'altro lo raccoglierà. Se uno screditerà l'altro, il suo stesso onore sarà cancellato, generazione su generazione, finché non riparerà ciò che è stato danneggiato e non ritroverà ciò che è stato perso. La promessa del Primo Grado soprassiede tutte le altre.
Doveste fallire nel mantenere questo giuramento che avete dichiarato oggi, gli elementi stessi vi raggiungeranno.
E vi distruggeranno."
No, non sono impazzito. E' una promessa di matrimonio celtica reperita sul web (la promessa del First Degree, che tuttavia la mia ignoranza non vi può spiegare nel dettaglio) e legata al ciclo di racconti su Fionn Mac Cumhail che mi è piaciuta tantissimo. Il darsi l'un l'altro imponendo il concetto del "non mi comanderai" e l'appartenere a sé stessi.. Poi ok, c'è quel tocco cruento dell'officiante che augura il peggio del peggio in casi di ripensamenti ma suvvia, erano altri tempi...
Scrivo per l'Internet Bookshop la recensione di un libro, che viene dal sito pubblicata. Condivido con chi passa per questo blog i miei pensieri su Il Flaneur - Vagabondando tra i paradossi di Parigi.
Voto da dividere in due: 1/5 alla casa editrice Guanda che per rendere più appetibile il libro aggiunge un sottotitolo che nell'originale non c'è ("Vagabondando tra i paradossi di Parigi", il libro si chiama semplicemente "The Flaneur") azione fuorviante e scorretta nei confronti dei lettori.
4/5 al libro. E' un saggio sui Flaneur parigini, e su curiosi personaggi che l'hanno abitata. Cos'è un Flaneur? Un bighellone che vagando per le strade ascolta storie e raccoglie particolari, anche tra i più inutili e bizzarri, per il solo gusto di farlo. Si scoprono diversi particolari interessanti non tanto su Parigi (come il sottotitolo di cui sopra vorrebbe fare intendere) ma sugli usi e i costumi della Francia e di bizzarri personaggi che nel corso della storia l'hanno abitata le cui storie non potevano sfuggire al decadente occhio di un Flaneur: ricchi banchieri caduti in disgrazia, pittori talentuosi e persi nell'oblio, ripudiati eredi al trono di Francia e più o meno notabili personaggi dello spettacolo (Josephine Baker ad esempio) e della letteratura di Francia. Tutto quanto possa interessare, insomma, a chi interessa - per dirla con Edmund White - "l'intima pietra di paragone proustiana: la madeleine, la pietra del selciato sconnessa (...), la soglia usurata del tempo, la vecchia mattonella...". Qualcuno troverà le storie e i dettagli narrati nel libro alquanto inutili: se saprà apprezzare tale inutilità, vorrà dire che avrà saputo immergersi pienamente nel suo ruolo di lettore Flaneur.
Voto: 3 / 5