[27/12/2005 @ 23:39]   [everyday life]

ROAD TO NOWHERE

Camminare per strada a Milano a S.Stefano può far pensare che la città sia un nodo di incontro tra universi paralleli.
Le persone che si incrociano sono per lo più dei reduci: reduci dai pranzi, reduci dai parenti. Lo testimoniano le comitive di vegliardi - e non solo - che si scambiano saluti sull'uscio del condominio ripromettendosi di vedersi e di sentirsi un poco più spesso (già sapendo l'imbecillità colossale insita nelle stesse parole). Lo testimonia il loro invadere le strade vestiti a festa - giacche, cappotti buoni e pellicce più o meno finte -, in mano poco raffinati sacchetti giallo-trasparente dell'esselunga che lascian trasparire pandori a metà, imballi natalizi e fiocchi scoloriti.
Poi, un po' più in là, in un'altra dimensione apparente, c'è un altro mondo: quello di chi, specie per religione, non deve festeggiare nulla e che si gode al bar, uno dei pochi aperti, il giorno extra di riposo forzato.
E poi un altro mondo ancora, per strada, a Milano: c'è il mondo di chi vive la festa come un giorno tra i giorni, per scelta propria o per scelta altrui, niente baci, niente abbracci, niente pacchetti in ritardo nè quarto pranzo di famiglia consecutivo, niente tombola né tombolo con la nonna, con la zia o con chicchessia. Li vedi, costoro, incedere con vestiti ordinari, andatura ordinaria e sacchetti ordinari.

Tutto questo finché il giorno della Rivelazione, guidato da una antica Signora, riunirà i mondi a colpi di filante marshmallow colorato, appiccicaticce caramelle zuccherose e - ma soltanto per i più buoni - nero carbone.
E poi (potrebbe esser qualcuno talmente folle da dir "finalmente"?) si tornerà a vivere.

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[22/12/2005 @ 12:19]   [everyday life]

REGALO DI NATALE

Eravamo sei Amici a cena. Persone che ho imparato a conoscere nel corso di tanti anni. Amici che ritrovo dopo 19 anni dal primo giorno che li ho incontrati. Altri da 15, altri da 10. Poi anche chi da soltanto 6 mesi, sperando sia soltanto un inizio. Tutti con un intento comune: condividere. Condividere il cibo, condividere il vino, condividere le storie, condividere le parole. E condividere tutto senza sudditanza, lasciando che a viso aperto ci si raffronti senza ipocrisie né "hai ragione", senza che il vino debba essere per forza buono perché l'ha portato tizio e senza che i discorsi siano per forza giusti perchè lo ha detto caio. E scannarsi, e sorridere, e contendersi l'ultima fettuccina in fondo a una pentola.
Ed essere lì.
Dopo anni.
Senza tempo.
Senza accorgersi che tra il più giovane e il meno giovane c'era più di un quarto di secolo di differenza.
Senza accorgersi (o forse sì, solo un po') che alcuni di noi in quasi vent'anni sono cambiati, e tutti nel tempo abbiamo cambiato idee, opinioni, donne, uomini e vita. Ma  siamo ancora lì, pronti a riempire i bicchieri e a brindare alla nostra, in attesa della prossima occasione.

Siamo stati naviganti
con l'acqua alla gola
e in tutto questo bell'andare
quello che ci consola
è che siamo stati lontani
e siamo stati anche bene
e siamo stati vicini
e siamo stati insieme.

(I.Fossati - Naviganti)

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[13/12/2005 @ 14:25]   [random thoughts]

BACK TO HOME

Rigenerato da qualche giorno passato fuori dalle mura casalinghe, il Vostro torna alle sue prigioni arricchito dagli eventi: dalla spossatezza dovuta ad orari improbabili più del solito (e meno male); dalle mancate visite a fiere natalizie rimandate a causa dei suddetti orari che imponevano levate quotidiane all'ora del tè delle cinque (naturalmente - needless to say - non per colpa mia...); dalla consapevolezza che nei casi di grave magra fisico-sentimentale il Ventnoir potrà andare allo Zoe il Venerdì sera uscendone trionfante e quasi fidanzato visti gli abbordaggi (vabbè, magari non ne riemergo con unA gnoccA, ma tant'è) e - soprattutto - dalla vaga sensazione di esserne rinvenuto in uno stato di quasi-influenza che mi inchioderà a letto per tutte le vacanze natalizie. 
Ma sì, va bene così, chi se ne importa: ora per le strade ci sono Babbi Natale barbuti e sorridenti pronti a farti "oh-ho-ho" per 6€ all'ora, bambini che ricoprono mamme e parenti di richieste natalizie e di pacchi ingombranti, la gente è felice, siamo tutti più buoni, le lucette degli alberi di Natale (degli altri, mica penserete che io ne abbia uno?) sbrilluccicano allegramente, tutti quanti sembrano essere più del solito felici e innam...

*CLICK*

Comunicazione di servizio: Ventnoir è stato rapito dagli alieni. Certo che anche loro si stuferanno ben presto di averlo di mezzo, constatata l'inutilità di tenere a bordo il soggetto, sono certo che quello vero tornerà a scrivere ben presto. Alcuni agiografi minori sostengono che sia solo in fuga dal buon umore natalizio, e soprattutto dal suo. Anche in questo caso, certo che passerà presto, non dubito che il misero Autore di queste monnezze tornerà di nuovo presto tra noi...

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[02/12/2005 @ 17:43]   [everyday life, random thoughts]

QUANDO I BAMBINI FANNO "AHI!"

Con buona pace di Povia e di tutto il coacervo di imbecillità che ha infilato nella sua allegrotta canzoncina tanto gradita ai più, riporto su questo blog il link ad uno strepitoso commento di Olga De Carli nella rubrica "Far Salotto" di Affari Italiani su una notizia riguardante la "vivacità" di alcuni bimbi. Mi è piaciuto e concordo in ogni virgola: senza peli sulla lingua nè - non me ne voglia l'autrice - sulla pancia... .

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[VENTNOIR]
Agnostico, radicale, sognatore.
Ma, soprattutto, nero e senza zucchero.

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