[30/04/2005 @ 14:06]   [music]

OFFICINA DEL RUMORE

 

Belli, davvero belli e intriganti i sample degli Officina del Rumore: da quel bel poco che si può apprezzare par di sentire l' elettronica delle origini mescolata all'EBM di un tempo (che non è quello saltellante di Seelenschmerz, per capirci con chi sa di che cosa sto parlando, e del 90% delle cose che vengono proposte negli ultimi tempi). Ora, siccome questi signori suonano dal vivo domani sera, Domenica, può anche essere che mi venga voglia - soprattutto se riesco a convincere qualcuno di mia conoscenza - di andarci. Graditissimi i commenti su detta band nel caso qualcuno li conoscesse: va bene che per 7€ non muoio (anzi, applausi per il prezzo del biglietto) ma già vedermi andare ad un concerto è un evento, almeno che ne valga la pena - anche se francamente ho pochi dubbi. Gli altri, quelli che non li conoscono e che apprezzano il genere, facciano un salto sul sito e scarichino i sample: io li ho trovati davvero affascinanti (soprattutto Dementia Extended, ma faccio fatica a scegliere).

 

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[27/04/2005 @ 23:00]   [books, random thoughts]

LOST IN A NEAPOLITAN COFFEE-POT

Per tirare su il morale a quanti passano spesso su questo blog facendosi venire il mal di testa ogni volta che scrivo in inglese nel cercare di tradurlo, riporto pari pari una chicca, pubblicata su un libro ormai quasi antico di Beppe Severgnini "L'inglese: nuove lezioni semiserie" (Ed. BUR Saggi).

Nel libro Severgnini riporta l'esilerante testo in inglese delle "istruzioni per l'uso" della "Caffettiera Napoletana A. Passeggio (50 di esperienza)": per chi conosce l'inglese il testo è semplicemente spassoso, per chi lo conosce poco è un bell'esercizio del tipo "prendi il testo e rimettilo a posto in maniera appena decente". E chi non sa l'inglese? Leggetelo comunque, vi accorgerete che anche tirando a indovinare non potreste fare di peggio.

1) To fill before the inside part of the coffee pot of coffee-powder (5 grams each person)
2) To screw in the filter on the inside-part of the coffee-pot.
3) To fill of water the superior-body till the little hole.
4) Introduce the inside-part of the coffee-pot in the superior-body (already filled of water before).
5) Put the coffee-pot with the spout on the superior-body and put it finally on the fire.
6) As soon as the water goes in ebullition, you will see the water coming out from coffee-pot, just from the said little hole. Now, keep out the coffee-pot from the fire, upset it and remain it for some minutes in rest; in the meantime, the water will filter and will transform it in a very exquisite coffee, and you can serve it too. It is well known all over the world that NEAPOLITAN ORIGINAL COFFEE-POT "A PASSEGGIO" is the unique to do a very aromatic coffee.

 

Lo so, è sempre molto facile e molto poco originale denigrare chi si misura in improbabili traduzioni in una lingua non propria. Ma tutto questo mi diverte anche perchè mi ricorda qualche passato episodio personale, proprio in tema di litigi tra gli italiani e l'inglese. Come ad esempio il mio Relatore di tesi nonché autore di diverse pubblicazioni su riviste internazionali che scriveva - e scrive tuttora - in un inglese palesemente maccheronico e si arrabbiava come un matto quando rimandavano indietro i lavori perché scritti in maniera a dir poco impropria. Naturalmente erano gli altri a non capire la qualità del lavoro ("Vogliono l'inglese sciacquato nel Tamigi!" - tuonava). Peraltro basta fare un solo salto sulla sua homepage per avere una rapida idea della qualità del lemma d'albione, e non serve un occhio clinico. Per rimediare al problema decise di comprare un traduttore per PC: le cose, come facilmente prevedibile, peggiorarono. 
E poi ci sono io, quel saputello di Ventnoir, quello che si mette a fare le pulci a tutti e a tutto: come dimenticare lo splendido sorriso della giovane inserviente di un locale nei pressi di Sligo, nord della Repubblica d'Irlanda, sbocciatole in volto dopo che ormai aveva lasciato ogni speranza di farmi capire se il caffè lo volevo white (uòitsch, da quelle parti) with sugar or simply black. Alla fine le chiesi un tè (che cercò di propinarmi bianco comunque) mentre realizzavo di essermi perso, per la prima volta, in un black - or uòitsch - coffee.

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[24/04/2005 @ 17:19]   [everyday life, science]

CrO3

Sequenza di pensieri a cascata generati dal triossido di cromo.

Giovedì mattina, ore 10,30, in ufficio.
Per esigenze di catalogazione sono costretto a cercare informazioni sul CrO3 (triossido di cromo):
"Dark-red deliquescent bypiramidal prismatic crystal"
Con una descrizione del genere è amore a prima vista, così proseguo nella lettura: "Caution: Potential symptoms of overexposure are respiratory system irritation, nasal septum perforation, liver and kidney damage, eye injury, skin ulcer". Inebriato da questa orgia di atroci pericoli che si possono trovare dettagliatamente truculenti soltanto su un blog trash o su una scheda di sicurezza di un prodotto chimico (peraltro non poco comune) mi ricordo che quella mattina come tante altre, a proposito di cromo, mi ero messo addosso questo:

Il quale, per la cronaca, restituisce un po' di sobrietà ai deliri che i pericoli del CrO3 mi avevano ficcato in testa:
Catalogata come fragranza citrica/floreale con note legnose secondo il Comitée Française de Parfums, viene dettagliatamente descritta così: "built on a dominant citrus and musk accord, the fragrance arouses freshness and vigor. A gentle aquatic note is added to this opening aroma, followed by a woody end note mixed with shades of tea".

Va molto meglio: passare il resto della giornata con in mente le "nasal septum perforation" sarebbe stato non molto produttivo. Ma se pensavo fosse finita, mi sarei sbagliato. Tornando a casa nel pomeriggio non ebbi idea migliore che mettere su l'ultimo sforzo produttivo dei VNV Nation (che non cito mai su questo blog, come avete potuto verificare facilmente) il cui ultimo singolo - uscito un mesetto fa dopo 4 anni di silenzio - si intitola, guarda un po', Chrome:

a million faces, each a million lies
for each and all a chrome disguise
prompts for action, force reaction
embody promise in a sheen so pure
hurt, the measure of blind ambition
the testament to your singular disease
against all wisdom you heed no warning
your desires giving you away

Circolo chiuso? Macchè: col tempismo giusto per una Postfazione in grande stile, nel giorno in cui scrivo questo post cromato mio padre se ne torna a casa con l'ultimo numero di Quattrruote, Maggio 2005. Che c'entra? In copertina si annuncia dell'ultima arrivata: la nuova Fiat Croma, naturalmente.

(That's me, in a chrome disguise of course per la gioia degli amanti del photoshop)

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[21/04/2005 @ 08:40]   [music]

IL VASO DI PANDORA

(courtesy of aNt)

 

Parliamoci chiaro:
Non che io voglia andare a Bristol a fine mese. (O per meglio dire, non che io possa).
Non che voglia mettermi a fare chissà quale pubblicità al Pandoras Box, locale nuovo di zecca il cui proprietario nonché Resident Dj mi ha cortesemente mandato il flyer.
Non che mi siano prese tutte d'un colpo voglie tersicoree che in vita non ho mai avuto, anche se una volta all'anno bazzico qualche club per vedere cosa è accaduto di nuovo negli ultimi 365 giorni.

Solo e semplicemente: il flyer mi piace. I locali del genere di solito pubblicizzano i loro eventi con darkissimi volantini dai connotati più truci immaginabili e spesso miseramente scontati.
Invece la sobrietà estetica apparente di questo volantino mi attrae.

E poi mi par di ricordare che tra chi visita questo umile blog (molto umile, praticamente una vigna del Signore) c'è anche chi va letteralmente a male per le donne calve (o quasi): spero che questo omaggio sia gradito.

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[17/04/2005 @ 19:11]   [music, everyday life, random thoughts]

SHIPWRECK

La mattina del 1 Novembre del 1887 due navi partite dal porto di Swansea cariche di tronchi d'albero si imbatterono in una violenta tempesta.
Di queste la Helvetia andò alla deriva presso la Worm's Head, sulla baia di Rhossili, nel sud del Galles. Il capitano gettò l'ancora e fu portato in salvo dalla guardia costiera, il resto dell'equipaggio non volle abbandonare la nave sperando nel cessare della tempesta. Quando al calar della notte il vento si rinforzò cambiando direzione, anche l'equipaggio si decise ad abbandonare la nave in fretta e furia mentre l'ancoraggio cedette portando la barca verso la riva.
Il mattino dopo, i resti della nave furono trovati sulla costa di Rhossili insieme al suo carico sparso di centinaia tonnellate di legno, di cui gli abitanti della penisola di Gower si impossessarono per rivenderlo e farne una fortuna.

 

 

La mattina del 15 settembre del 2004, passeggio per la spiaggia di Rhossili verso mezzogiorno, quando la marea è in piena ritirata.
Mi stupisco per l'ennesima volta della bellezza della natura e del fatto che in Galles riesce a piovere anche quando apparentemente c'è il sole.
Poi mi avvicino a qualcosa che sembra un tronco d'albero piantato nella sabbia. Eppure non è solo un tronco, sono diversi pezzi di legno.
E sembrano anche troppo simmetrici per essere capitati lì per caso portati dal riflusso della marea. Incuriosito mi avvicino ancora di più, la osservo, e me ne vado con l'idea - a dire il vero non frutto di chissà quale acume - che quella potesse essere la prua di una barca arenatasi lì chissà quando.

Se mi decidessi, quando viaggio, a portarmi sempre dietro la mia guida invece di lasciarla in albergo dentro lo zaino avrei da subito saputo che erano i resti della Helvetia che spuntavano fuori dal suo ultracentenario giaciglio, ma forse la "scoperta" non avrebbe avuto lo stesso fascino.

 

 

A billion words ago the sailors disappeared, a story for the children to rock them back to sleep
A million burning books like torches in our hands, a fabric of ideals to decorate our homes

(...)

A choir full of longing will call our ships to port, the countless lonely voices like whispers in the dark

Tonight we light the fires we call our ships to port
Tonight we walk on water and tomorrow we’ll be gone

[Credits: J. Montelius & E. Simonsson]

 

 

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[15/04/2005 @ 18:13]   [everyday life]

LA COMPAGNIA DELL'ANELLO

La mia recensione dei libri di Tolkien? No.
Forse quella sul primo film della Saga cinematografica? Nemmeno.

La compagnia dell'anello in questione non è nientemeno che la famosa (e famigerata) multinazionale olandese Unilever. Per chi non la conosce, questa azienda è produttrice di diversi celeberrimi marchi dell'industria alimentare (e non solo). Non cito, ma se andate sulla pagina in questione scoprirete che tra i marchi che sfilano ce ne sono almeno una mezza dozzina presenti in casa vostra.
Bene, nel Kent - Gran Bretagna - tal Kevin Luetchford stava allegramente preparando una romantica cenetta con la fidanzata quando nella salsa per il pollo prodotta dalla suddetta compagnia ha trovato... un anello.
Può capitare di ritrovare qualcosa in preparati alimentari, certo, non è stata la prima volta né l'ultima. Cosa invece è decisamente più improbabile è andare da un gioielliere, far valutare l'anello e scoprire in un botto che nella salsa Chicken hai trovato un anello vecchio di 150 anni e del valore di 12000 Sterline (18000€ ca.)!

A questo signore poteva sicuramente andare peggio. Com'è andata peggio dall'altra parte dell'atlantico: a San Josè (California) una donna stava per mettere sotto i denti un dito mozzato finito chissà come nel suo Chili mentre pranzava nella famosa catena di Ristoranti Wendy's.

Non è dato sapere, però, se in questo caso il dito fosse con o senza anello.

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[11/04/2005 @ 21:55]   [everyday life, books]

LA BIBLIOTECA DI ALESSANDRO

Sono sempre stato certo che in qualcuna delle mie vite passate io fossi al servizio di qualche imponente biblioteca - quasi certamente quella alessandrina. L'amore per la carta, i libri, gli archivi e la simmetria non lasciano dubbi. Come non lascia dubbi il fatto che io viva, letteralmente, in una biblioteca (nella mia stanza fra un po' esco io e rimangono i tomi).
Tale certezza si è rafforzatata ulteriormente dopo una settimana (la prima delle cinque previste) del mio nuovo lavoro.

Al colloquio mi offrirono il posto come si offre il posto del becchino ad uno sciagurato passato di lì per caso. Un lavoro - dicono - triste, noioso e ripetitivo: affascinato dalla prospettiva non me lo sono lasciato scappare.
Di che si tratta: catalogare un paio di migliaia di prodotti chimici in specifiche (e speciose) categorie, quando macro- quando micro-, e se non c'è la si crea.
Per raggiungere lo scopo occorre scartabellare tra montagne di schede tecniche, le quali sono anche disponibili per lo più in formato elettronico ma come ben immaginate sono da me preferite in formato cartaceo.
Con grande e non nascosta soddisfazione affermo solennemente che nella prima settimana, procedendo in rigoroso ordine alfabetico inverso,  sono stati catalogati circa 450 prodotti diversi di cui 101 solo nella giornata odierna.
Tra questi, ben 26 diverse specie di acido solforico alle più svariate concentrazioni, una quindicina di soda caustica in diversi formati, nonché delle interessanti produzioni di sodio tiosolfato.
La soddisfazione era tale che oggi insieme ai pantaloni neri, la giacca nera e il gilet nero, ho osato una camicia color bordeaux cupo.

I'm sometimes trapped by the close confines of the age I'm born into
Though there were others worse than mine well, I miss what I can't do
Join the feast of Ancient Greece, see
Alexander's Library
Maybe clink a champagne toast with a jazz age dancing queen.

[Josephine Baker - Al Stewart]

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[08/04/2005 @ 18:00]   [music, lucifer s garden]

SAVIOUR

Oggi il popolo ha festeggiato la dipartita del Sommo Pontefice.
Per Lui, sono stati intonati i migliori inni che la Chiesa porta con sé (e quelli da Stadio, anche).
Io per non essere da meno, in un giorno come questo, anziché il Te Deum o il Salve Regina recito il seguente.
Mi scuso se non ho potuto farne una versione latina, ma non ne avevo voglia (se qualcuno invece la ha, si prodighi pure e mi faccia sapere).
In onore di tutti i genocidi mai condannati da chi oggi ha presenziato alle esequie, di tutte le guerre che le preghiere dei fedeli non hanno evitato (e visto il numero di quelle in corso, credo che abbian pregato male. Si sforzino di più in futuro) e per tutti i funerali mai avvenuti per le loro vittime.


As the stars appear
I know I'll find you staring at the sky.
Pointlessly reaching for some light
You hope to guide your sorry way.

Your body bleeding.
Your body burned.
Your body scarred.
Around the cinder of your heart

A God of love.
A God of care.
A God of hope.
A God of words.
A God as lost as you and blind
to fill your hollow soul again.
You seek a God to stand above you,
wrapping healing arms around you.
You'll find another God of pain,
a God of suffering and tears.
Give yourself unto your God.
Sacrifice yourself again.
Burn your thoughts erase your will
to Gods of suffering and tears.
Tie hallowed bonds around your hands.
Kneel before this seat of shame
to Gods as lost,
Gods as blind,
Gods of suffering and pain.

Amen

[Copyright:        ]

 

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[VENTNOIR]
Agnostico, radicale, sognatore.
Ma, soprattutto, nero e senza zucchero.

Agnostic, libertarian, dreamer and - most important - black with no sugar.
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