[30/03/2005 @ 21:39]   [everyday life, lucifer s garden]

AGNOSTICISM

E stai a vedere che c'era bisogno del Quiz per scoprire che sono agnostico!
 
Ok, ma un paio di frasi del profilo le contesto:
a) escludo che chi è agnostico possa essere al contempo ateo, è un controsenso.
b) idem per la questione "l'agnostico può seguire una religione": filosofie di vita di sicuro, religioni deiste no di certo.
 

You scored as agnosticism. You are an agnostic. Though it is generally taken that agnostics neither believe nor disbelieve in God, it is possible to be a theist or atheist in addition to an agnostic. Agnostics don't believe it is possible to prove the existence of God (nor lack thereof). Agnosticism is a philosophy that God's existence cannot be proven. Some say it is possible to be agnostic and follow a religion; however, one cannot be a devout believer if he or she does not truly believe.

agnosticism

83%

atheism

63%

Satanism

58%

Paganism

46%

Buddhism

38%

Judaism

29%

Christianity

25%

Islam

21%

Hinduism

0%

Which religion is the right one for you? (new version)
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[29/03/2005 @ 22:40]   [everyday life]

CONVERSAZIONI COLLOQUIALI
(ovvero: sunto del deprimente delirio pressoché quotidiano alla ricerca del pane)

Driiin

- Sì?
- Parlo con il Dott. F* A*?
- Sì sono io, dica.
- Salve, sono della Agenzia XYZ, lei si è candidato per una posizione per il Controllo Qualità, giusto?
- Esattamente.
- Senta, ci sfugge una cosa.
- Quale?
- Dal suo curriculum risulta che lei non lavora da fine Novembre, come mai?
- Perché non ho trovato lavoro nel frattempo...
- Ah beh... perché sa, noi stiamo cercando per questa azienda personale altamente qualificato.
- E quindi?!? Che vuol dire con questo?
- No, sa... nulla, è che... senta, a dire il vero la ricerca non è urgente, le va bene se ci risentiamo fra un po' nel caso l'azienda sia interessata?
- Come no. Arrisentirla.
- Arrivederci.

*click*

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[27/03/2005 @ 04:34]   [books, history]

The Book Of Silence

  

Whispering
can
be
a
rest
from
a
noisy
world
of
words

 

[The pillow book - The Tenth Book: the book of Silence]

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[24/03/2005 @ 23:13]   [books]

DON'T PANIC

Ho cominciato a leggere un libro prestatomi dalla mia amica V. nell'imminenza dell'uscita cinematografica del relativo film: Guida galattica per autostoppisti (The Hitchhiker's Guide to the Galaxy) di Douglas Adams.
All'inizio, parlando del protagonista Arthur Dent, dice così:

"Anche lui, come la casa, aveva trent'anni: era alto, aveva capelli neri ed era sempre inquieto.
Quello che lo irritava di più era che la gente seguitava a chiedergli per quale ragione era così irritato".

Accidenti, esisteva un libro che parlava di me e non lo sapevo?? Ah certo, ovvio, avrei potuto scoprirlo non prima e non dopo il 2005, altrimenti uno dei requisiti sarebbe mancato.
Ora, se mi volete scusare, vi lascio: stanno per radere al suolo la mia casa per farci un autostrada (e se proprio lo volete sapere, anche la vostra...).

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[21/03/2005 @ 20:30]   [music, lucifer s garden]

LLAB DEKSAM EHT

Molti conoscono il tema musicale della celebre festa in maschera presente nell'ultimo lavoro del defunto Stanley Kubrick "Eyes Wide Shut" (e se non lo conoscete, è il primo brano del player).
"The Masked Ball" di Jocelyn Pook, sottofondo al vagare con (solita) espressione ebete di Tom Cruise per il rito orgiastico, contiene un testo che ad un primo ascolto risulta incomprensibile, e a ben ragione. Ad un orecchio attento però non sfugge, soprattutto sentendo l'ultima parte, che questo benedetto testo (è il caso di dirlo) altro non è che un "cantato" registrato al contrario. Bene, mi sono preso la briga - coi miei potenti mezzi - di prendere il brano in questione e di suonarlo in "backward", al contrario.
Il risultato lo sentite nel secondo brano del player (">>" per ascoltarlo, come al solito registrato bassissimo...). Adesso è comprensibile, vero? No? Ok, a meno che non sappiate il rumeno non lo è. E' una anafora della Chiesa Ortodosso-Bizantina rumena (il corrispondente più o meno della Litania della Chiesa Cattolica) e il testo dovrebbe essere il seguente (con relativa traduzione):

(Basso) Zisa Domnului catre ucenicii sai: porunca noua dau voua
[Disse il Signore di fronte ai suoi apprendisti: vi do un comandamento]

Domnului sa ne rugam pentru mila, viata, pacea, sanatatea, mantuirea, cercetarea, lasarea si iertarea pacatelor robilor lui Dumnezeu. Inchinatori, miluitori si binefacatori ai sfantului lacasului acestuia.
[Pregate il Signore per la compassione, la vita, la pace, la buona salute, la salvezza, la ricerca, la dipartita e per il perdono dei peccati dei figli di Dio. Quelli che pregano avranno pietà e si prenderano cura di questo santo posto]

Per la cronaca: pare che la Chiesa in questione non l'abbia presa molto bene, ritenendo l'utilizzo del pezzo come un vero e proprio scippo sacrilego. (via Ananova)

[testo e traduzione dell'anafora via Archivio Kubrick]

 

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[17/03/2005 @ 23:48]   [everyday life, lucifer s garden]

QUEL BEL DI' DI S.PATRIZIO

Due anni: sono passati due anni precisi dal giorno della mia laurea e guarda come sono ridotto, a cosa sono ridotto. Sette anni di studio utili a farsi raccontare che il profilo è troppo alto, che c'è bisogno di altro, che questo non va bene...

Sometimes I drive to run from all my demons
Sometimes I drive so I can be alone
Sometimes I drive to see the world in different light
Sometimes I drive for no reason at all

Da allora quindici mesi di corsa per le strade da un confine all'altro d'Italia, quindici mesi di notti passate a lavorare in condizioni pietose tra persone ancor più pietose, quindici mesi passati a prendere un ignobile stipendio e a perdere quel minimo di entusiasmo che avevo. E poi...

When the walls close in around me
When the ceiling's caving in
When anxiety surrounds me
When my patience is wearing thin

Poi a casa e un pc e mille parole scritte inutilmente e mille parole dette inutilmente. E tutti dal loro scranno ululano "esci! esci!". E va bene, esco, allora esco. Prendo la macchina e me ne vado finché ne ho per pagare la benzina. Esco, per andare in nessun posto non avendo alcun posto dove andare...

Sometimes I drive to run from all my demons
Sometimes I drive so I can be alone
Sometimes I drive to see the world in different light
Sometimes I drive for no reason at all

Corro: tanto correre a vuoto è meglio che andare a vuoto stando fermi a far nulla, in casa. Corro: tanto al massimo finisco la benzina e poi a correre c'è di buono che non si pensa. Accelero: c'è un muro...
Tanto prima o poi ci schiantiamo tutti.


[text in red: © Tom Shear - Assemblage 23] 

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[16/03/2005 @ 03:35]   [books, lucifer s garden]

Strega streghina,
sei brutta o carina;
ovunque io vada
t’incontro per strada.

Attorno al 1860: Evelyn Todd è una bambina orfana ospite dell’Istituto Fountainbridge che si diletta a raccontare alle amiche le storie che escono dalla sua fervida fantasia, comprese quelle che hanno come protagonista Leerie il lampionaio. E continua fin quando la sua famiglia non torna a prenderla, sottraendola così al rigido rettore che ha sempre cercato di reprimere con la massima rigidità ciò che il puritanesimo imposto dalla sua educazione ritiene oltraggioso: liberare la fantasia.
1886: Il professor Smeaton, stimato professore universitario, viene ritrovato fatto orrendamente a pezzi da una forza bruta e animalesca per le vie di Edimburgo. E’ il primo di una serie di eventi che semina spavento per le strade della città. Ad indagare sull’accaduto viene chiamato l’impacciato e presuntuoso ispettore Carus Groves che da anni vive nell’ombra del suo capo - lo stimatissimo e ultradecorato “Uomo di cera”, così chiamato perché assente in quei giorni per inaugurare la propria statua da Madame Tussaud a Londra. Oltre a Groves, si interessano del caso il Professor Thomas McKnight, docente ormai distaccato e disinteressato di logica e metafisica, e il suo compagno di passeggiate James Canavan, guardiano irlandese di un vecchio cimitero. Le indagini di tutti convergono verso una strana donna di circa 30 anni, pia e lavoratrice ma capace di scatti d’ira e di gesti inspiegabili: il suo nome è Evelyn Todd. Possibile che una persona del genere sia in grado di commettere così feroci bestialità?

“Il lampionaio di Edimburgo” è un thriller metafisico ambientato nella fuligginosa capitale di Scozia il cui autore, Anthony O’Neill, riesce nell’intento di creare un romanzo che sia in grado di dare al lettore non solo l’azione tipica dei thriller di genere, ma anche le atmosfere gotiche di una città magica che fanno da contorno a vere e proprie intrusioni – non digressioni – in un universo costituito dallo scontro, o dalla convivenza, tra il bene e il male (o presunto tale).
Il romanzo convince sia nella costruzione che nello stile: qualcuno, nell’epoca dei videogame (e forse, letterariamente parlando, nell’epoca del Codice da Vinci: speriamo di no) lo ha etichettato come lento. In realtà regala al lettore tutta la magia di Edimburgo, che non è stata scelta a caso: Edimburgo (che l'autore ha studiato a lungo e nei particolari) non è New York e nemmeno, per restare in zona, Londra. Non lo è oggi, non lo era ancor più 120 anni addietro. Edimburgo era una città che si identificava completamente nella sua nebbia, nella fuliggine che ricopriva ogni strada, ogni vicolo, che aveva ancora vivido il ricordo del Nor’loch, il lago che a cavallo del XVIII secolo era stato bonificato (ora vi sorgono i giardini di Princes Street) e sulle cui acque era facile avvistare le fiammate che derivavano dal metano accumulato da corpi in decomposizione e liquami di ogni genere. E così la scrittura del libro segue il passo della città, lo scorrere del tempo e il calar della nebbia e della polvere di carbone: chi cerca gli inseguimenti degli action book dovrà rivolgersi altrove.
Anthony O’Neill è molto avveduto nel dare una dimensione ben definita ad un romanzo la cui trama spesso rischia di diventare un eccesso di deliri metafisici: il “Lampionaio di Edimburgo” si trasforma rapidamente da una comune ricerca del serial-killer a una meno comune ricerca della coscienza di cosa sia il Male e dove si nasconda. Così si rimane sempre e (quasi) solo con 5 personaggi ben definiti e ben disegnati, con gli altri a fare da sfondo mentre i lampionai sciamano per le buie strade della città. Detto che probabilmente il libro non sarà particolarmente gradito agli amanti di Sherlock Holmes o dei romanzi di Grisham, ci si perde con curiosità tra i cunicoli della città e quelli della mente di Evelyn nel tentativo di cercare di capire la lotta tra il presunto Bene e il Demonio, quello che – come direbbe il Professor McKnight – è dentro ognuno di noi; così come ci si perde nello scoprire che – forse – il Male è tale solo se lo si vuole disegnare con le tinte che si nascondono nell’intricata profondità della mente di Evelyn.
Tanto basta a far gradire il romanzo, e non poco, a me.

NOTA: ammetto che una piccola parte di me pecca di imparzialità: sono rimasto talmente affascinato da Edimburgo che ritrovarla descritta nel libro, anche se nei panni di 120 anni fa,  ha certamente avuto un effetto positivo sulla mia impressione generale. Ma chi come me è passato dalla capitale di Scozia – e l’ha amata – sa perfettamente di che sto parlando.

“A Edimburgo ce n’erano una sessantina. All’imbrunire sciamavano fuori dai loro bugigattoli, attraversavano uno ad uno i viali, le strade, i vicoli e i parchi della città. Iniziavano sempre dai lampioni ornamentali posti all’esterno della casa del sindaco, poi si arrampicavano velocemente sulla salita di Carlton Hill (*), scendevano verso la spianata di Princes Street, si muovevano a spirale lungo le strade a semicerchio della New Town ed entravano nei recessi neri di fuliggine di quel labirinto che era la Old Town, regolando il loro lavoro sui rintocchi delle campane ed evitando soltanto i più oscuri antri di Cowgate, dove persino la luce si rifiutava di penetrare. In meno di due ore intessevano una preziosa ragnatela di luci che, nelle notti chiare, richiamava alla mente un universo capovolto di stelle brillanti e in quelle di nebbia fitta – quando la bruma marina si mescolava al fumo dei camini, al vapore delle locomotive e alle esalazioni nocive di tombe stracolme – contribuiva a racchiudere la città in un enorme paralume lattiginoso. Erano i leeries – i lampionai – e di rado si vedevano alla luce del sole.”

(*) In originale è Calton Hill: effettivamente questo è il nome della via che da Waterloo place, proseguimento di Princes Street, sale verso Leith Street. Inspiegabilmente nella versione italiana è diventata Carlton Hill.


IL LAMPIONAIO DI EDIMBURGO – Anthony O’Neill
Ed. Nord - € 17,00

 


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[14/03/2005 @ 20:39]   [music]

WELCOME TO THE SUICIDE

Cambiati i brani del player.

(NOTA: visto che in 20 mi hanno detto: "ma dopo la prima non si sente più nulla" suggerisco caldamente di provare a cliccare sul ">>" e vi assicuro che si passa al brano successivo... sorry, il terzo è registrato a volume un po' basso: alzatelo! )

  [commenti (2)] [link]

[VENTNOIR]
Agnostico, radicale, sognatore.
Ma, soprattutto, nero e senza zucchero.

Agnostic, libertarian, dreamer and - most important - black with no sugar.
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