[16/07/2009 @ 10:49]   [music]

Di fede nei VNV Nation ne ho sempre avuta molta. Sono (anche se dovrei dire "è") tra i pochissimi che durante tutto il corso della loro carriera sono riusciti a farmi piacere quello che nel corso degli anni han prodotto, dal miracoloso Burning Empires ai più tranquillo Matter and Form.
L'attesa quindi era ben giustificata. Il titolo poi (Of Faith, Power and Glory) e la monumentale copertina avevano oltretutto messo una certa acquolina.

Il primo ascolto è stato a dir poco sconfortante. Succede - dico io - quando ci sono grandi aspettative si può esser delusi. Poi si approfondisce, si riascolta, si studia. E il buono - ogni tanto - viene fuori.
Ma qua no. Noia assoluta. Nessuno può dubitare delle qualità di Ronan Harris e della sua abilità di miscelare suoni elettronici e di arrangiarli come pochi siano in grado. Ma la realtà è che anche il fan numero 1 dei VNV è costretto ad ammettere che si trattta di gran lunga del peggior lavoro del gruppo nella loro ormai ultradecennale carriera. C'è solo noia, tutto già sentito, tutto molto piatto, non un picco, non un barlume. Neanche brutto, neanche fastidioso. Ma piatto e senza passione alcuna. I tentativi di ricreare morbide ballate (From my Hands) come lo furono le bellissime Illusion o Endless skies fallisce miseramente, quelli di creare suoni più industriali (Art of Conflict) fanno provocano solo un certo imbarazzo se paragonati con pezzi del passato. Si salva soltanto Tomorrow Never Comes, della quale non sarebbe male poter disporre a breve di qualche buon remix.

***

Are you ready for revolutions ?
Are you ready for transgressions ?
Are you ready to lose control?
Are you ready to lose control with me?

Poi
cerco di riprendermi da cotanta noia, infilo gli auricolari e carico sul lettore qualcosa di diverso, che magari riesca a provocare un sussulto. E si scopre - per puro caso - qualcosa di molto vicino a un capolavoro.
I Die Form (francesi nonostante il nome germanizzante a ricordare il movimento Bauhaus) fanno musica dal lontano 1977 e sono arrivati all'album numero 20 (se non li ho contati male) della loro carriera. Un percorso che ho sempre ascoltato con un orecchio solo, piacendomi qua e là, senza avere mai suscitato chissà quali entusiasmi.
Ma Noir Magnétique, questo il titolo del lavoro, accalappia l'attenzione dopo pochissimi secondi. Elettronica "matura", mai banale, mai ridotta a semplici loop pulsanti, mai che strizzi l'occhio al dancefloor eppure in certi casi - volendo - anche ballabilissima. Da segnalare soprattutto Voltage Control System, prima - fantastica - traccia del lavoro, e Double Life. Da ascoltare e riascoltare.



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[07/07/2009 @ 02:14]   [everyday life]

Succede che uno perda il telefono. Il motivo poco importa. Ma succede.
Succede che dopo eventi del genere uno voglia continuare ad avere il suo numero. Succede spesso, anzi.
Così si inizia la solita trafila. Noiosa. Ma - di solito - efficace. E in poco tempo, et voilà, ecco riattivata la sim ed eccoci di nuovo attivi.

Forse.

Perché a volte succede che non sia così.
Come mai? "Eh, gentile utente, sarà la scheda che è corrotta, se ne faccia dare un'altra. La ringraziamo di aver chiamato."
Secondo giro: niente. "Eh, gentile utente, ci scusi sa, ma l'opratore precedente, assunto da poco, ha riattivato la sim che le è stata rubata. Gliela risospendo. Torni al punto vodafone e riattivi la sim ultima che le han dato. La ringraziamo di averci contattato."
Terzo giro: è la volta buona. "Sì, gentile utente, ma sa, in caso di furto le procedure sono diverse. Ma ora è tutto a posto. Ci penso io. Ah, ma non sarà l'ultima sim ad andare, sarà quella che le hanno dato prima e che le avevan detto che era corrotta. E' tutto chiaro? La ringraziamo di averci contattato."
Tutto chiarissimo: niente. "Eh, gentile utente, le hanno di nuovo riattivato la sim che lei ha smarrito. Ma non si preoccupi. Io gliela risospendo, lei va in un punto vodafone e si fa riattivare la sim. Ma non quella che si era corrotta, no no, quell'altra, e vedrà che andrà tutto a posto. La ringraziamo di averci chiamato."

Gentile Vodafone, mi sa che domani mi faccio un numero TIM.

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[30/06/2009 @ 16:37]   [history, random thoughts]

STILL ALIVE

Non so da cosa derivi. Non so se dalla atavica passione di mio padre, toscano di origini lombarde tornato a Milano in età adulta, il quale andava (e va) cercando origini di vecchi nomi e di vecchi edifici lùmbard, fotografando muri cadenti e cascine in disuso. Non so se sono quelle atmosfere di quando lavoravo di notte, in fabbrica, ad avermi instillato l'interesse per siffatti luoghi dall'ambiente spettrale e irreale. O forse quella suggestiva visione che mi accompagna da quasi trent'anni - sin da piccolo e ancora oggi - di quel rudere cadente (un setificio? Una cartiera?) che si affaccia sulla provinciale Arosio - Canzo appena arrivati dalle parti di Caslino d'Erba.

Fatto sta che amo i ruderi. Industriali specialmente anche se non in modo esclusivo. Stare soltanto a guardarli e a respirarne la storia. O sentirne il rumore dei tempi andati nel silenzio che li avvolge.

Poi succede che - per caso o per fortuna - m'imbatta in questo sito grondante fascino in ogni sezione. Esplorazioni e fotografie, storie e cronologie di decine di luoghi dismessi e abbandonati in Italia e in Europa. Qualcuno di questi oggi non esiste più se non in questa brillante testimonianza.

Lui, l'autore del sito, gira il mondo, fotografa, esplora, riporta e scrive. VN seduto ad una scrivania che di buono ha soltanto l'aria condizionata a due metri, guarda e legge, invidioso e ammirato. Sperando di vedere - e di leggere - ancora molto di più.

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[19/03/2009 @ 19:58]   [music]

Comincio a diventare noioso. Lo so.

Ciò detto:

Domenica 12 Aprile 2009

Apertura porte ore 20,30 inizio concerti ore 21,00 aftershow ore 01,00 
ingresso euro 20,00 con consumazione dopo i concerti euro 12,00 con consumazione

In concerto:

Tamtrum (Aggrotech)
Alien Vampires (Aggrotech; la copertina dell'ultimo cd è bellissima)
NG (quando saprò chi sono ve lo dico...)
Valis (EBM italica)

Aftershow:
sala 1:Dark, wave, post punk,gothic, death rock, 80's;
sala 2: Electro, harsh, EBM, industrial;

Presenti numerosi stand di abbigliamento, accessori, cd...
Session fotografica a cura di Ritualart alternative photography

 

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[03/03/2009 @ 12:08]   [random thoughts]


:: L'alfabetizzazione anni fa e la forzata educazione di massa oggi sono una tragedia che ha superato di molto i livelli di guardia. Tutti credono - compreso chi scrive - di poter dire e fare qualsiasi cosa pensando di essere dei geni, degli illuminati, dei pensatori. E in materia di amore, sesso, virtù, lavoro, soldi o economia ognuno pensa di avere soluzioni, metodi, princìpi certamente brillanti e migliori degli altri benché elaborati nel loro ridondante nulla interiore. ::

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[18/02/2009 @ 15:55]   []

Avrei potuto chiamare questo post La migrazione del cazzeggio, ma avrebbe avuto una funerea connotazione definitiva che dopotutto non gli si addice. Però avrebbe espresso bene il concetto: un blog, ben tenuto e ben curato da qualche anno, che pian piano si spopola di post e si ritrova ad essere inutilmente aggiornato quando va bene una volta al mese. "Hai perso la vena!" mi dice qualcuno incrociandomi qua e là: no, non ne avevo granché nemmen prima.
Il motivo è tanto semplice quanto ovvio: il famigerato Facebook. Il quale, tra applicazioni, aggiornamenti istantanei dei profili, note, foto e quell'irrefrenabile voglia di farsi i fatti altrui assorbe molto del tempo che concedo al mio seppur ampio quotidiano cazzeggio.
Certo su Facebook non posso (per ora) narrare di morti funeste, psicopatici o gente alienata che hanno reso in passato così allegro e pieno di vita il blog, certo non posso conferirgli il mio skin per renderlo esteticamente come piace a me (questo mi scoccia assai) ma indubbiamente le varie possibilità di interazione tra utenti ne fanno un network godibilmente e pericolosamente incline al time consuming (wasting?).

Ma siccome il primo amore non si scorda mai,  per la gioia di grandi e piccini non chiuderò bottega e cercherò di porre rimedio all'assenteismo recente. Così potrò tornare a insultare pubblicamente Povia, a ricordarvi chi è morto recentemente, a suggerivi i modi migliori per distruggervi i padiglioni auricolari e per perdere del prezioso tempo.
Al massimo c'è sempre un'altra comoda soluzione: raddoppierò il tempo del cazzeggio.

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[12/01/2009 @ 09:28]   [everyday life]

Che il 2008 cinematografico sia stato un anno piuttosto povero dal punto di vista delle commedie mi era abbastanza chiaro. Che gli americani vadano in brodo di giuggiole tutte le volte che vedono cartoline di paesaggi e scorci europei mi era altrettanto chiaro.

Come si possa rifilare, tuttavia, un Golden Globe (per i quali a dire il vero non ho mai avuto grandissima considerazione, anche solo per la notevole quantità di premi assegnati) come miglior commedia dell'anno al poco più che mediocre Vicky Cristina Barcelona di Woody Allen è cosa che mi sfugge nella maniera più totale. Dovrei compiacermene e dire che non si finisce mai di stupirsi, ma non riesco a non confessare di essere rimasto letteralmente a bocca aperta.

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[21/12/2008 @ 20:14]   [everyday life, science]

Ringrazio il Corriere per la deliziosa notiziuola secondo cui uno dei tre virus che assaliranno migliaia e migliaia di persone quest'inverno è stato appena isolato qualche giorno fa.
Bene.
Quindi ciò che mi fa stare rinchiuso in casa da una settimana intera - no, giusto per saperlo - che diamine sarebbe?
Significa che rischio con tutta tranquillità di prendermi anche questa benedetta australiana e le sue sorelle?
Oh, come sono felice. Già a me piace tanto il Natale... 
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